Google Analytics 4 : ecco tutte le novità della rivoluzione

Google Analytics 4

Google Analytics 4 è tra noi e nasce un’opportunità di evolvere le web analytics aziendali in base al modello e obiettivi di business. Tutto nasce dall’esigenza di dare un ecosistema analitico ad hoc cucito sulle specifiche esigenze di tracking della tua azienda.

Se, infatti, alla domanda “Cosa è cambiato?” si volesse dare una risposta secca, sarebbe eccessivo dire “Praticamente Tutto” dal pensionamento del tasso di rimbalzo e page view alla messa al centro dell’evento.

La nuova piattaforma è ancora in beta, per la definitiva versione ci vorrà un pò di pazienza. Nei prossimi mesi con buona probabilità, feedback alla mano, Google provvederà a sistemare alcuni aspetti (e bug) e a implementare ulteriori funzioni.

Allo stato attuale, gli esperti data analyst concordano in particolare su due aspetti riferiti a Google Analytics 4 (detto anche GA4):

  • la piattaforma è diventata più ostica, soprattutto per l’utente base che va in cerca dei classici report (è possibile che Google punti a far utilizzare di più Data Studio a tal fine);
  • la tendenza, che in realtà riguarda gran parte dell’ecosistema Google, sembrerebbe andare verso una maggiore standardizzazione e automatizzazione nei report e negli eventi, oltreché verso l’assoluta centralità del machine learning.

È possibile implementare Google Analytics 4 in affiancamento alla proprietà del ” normale ” Universal Analytics (nella guida ufficiale Google sono spiegati i passaggi). Il consiglio è di iniziare a prendere confidenza con il tool, fermo restando che, essendo ancora un po’ “grezzo”, è meglio non farvi totale affidamento.

Vediamo dunque cos’è Google Analytics 4 e come funziona.

Indice

Cos’è Google Analytics 4

Il 14 ottobre 2020 vi è stato l’annuncio ufficiale del rilascio di Google Analytics 4. Ma partiamo dal nome, che va a definire i 3 predecessori.

  1. Urchin.js, considerata la prima versione;
  2. il monitoraggio asincrono è la seconda versione;
  3. Universal Analytics è la terza.

Google Analytics 4 in realtà non è un’assoluta novità, ma si basa sulla versione beta app-web introdotta nel 2019, che rappresentava l’unione dei dati tra app e web. Una volta integrata tale beta di nuove funzionalità, è stato cambiato anche il nome con il più familiare e generico Google Analytics 4.

Il nuovo Analytics non ha nulla a che vedere con il predecessore UA, ma non si tratta solo di una questione di interfaccia. Cambiano radicalmente il modello e le logiche nella struttura e gestione dei dati.

Google Analytics 4 sembrerebbe configurarsi come un tool più intelligente e predittivo, che offre a marketer e data analyst nuovi strumenti di misurazione e integrazione piuttosto potenti. Sembrerebbe, però, anche alzarsi l’asticella delle conoscenze tecniche necessarie a servirsi di alcuni di questi strumenti.

Integrazione con altre piattaforme, rispetto delle norme legate alla privacy, machine learning e un approccio cross-channel più esteso sul “ciclo di vita” dell’utente sono i punti focali del nuovo strumento made in Google.

Vediamo, quindi, cosa cambia in questa prima versione di Google Analytics 4 rispetto all’Universal Analytics. Qui di seguito invece il video di presentazione dal canale YouTube ufficiale Google Analytics.

Le novità in Google Analytics 4

Fonte: Google Analytics

Di seguito, nel dettaglio, le novità più importanti di Google Analytics 4 rispetto a Universal Analytics (nell’immagine sopra l’interfaccia con le nuove etichette del menu verticale):

  • data model: qui è dove si registra la vera rivoluzione. Se UA si basava sulle sessioni e sulle informazioni utente, GA4 è totalmente incentrato sugli eventi. Tutte le interazioni degli utenti diventano ora un evento (un modello basato, dunque, sui comportamenti);
  • interfaccia: l’interfaccia appare semplificata rispetto alla precedente. In realtà, tale semplificazione non equivale a una maggiore facilità di fruizione, anzi vengono a mancare alcuni report base presenti in UA. Tutto ciò può rendere difficoltoso l’utilizzo all’utente base, che si serviva del tool per scopi di reportistica più immediati;
  • assenza delle viste: uno degli scopi del nuovo Analytics è proprio l’integrazione tra app e web. Scompaiono le viste in favore del Data Stream. Sono previsti dei data filter per filtrare alcuni dati (per esempio quelli relativi all’interazione del personale interno);
  • addio bounce rate: non esiste più la frequenza di rimbalzo tra le metriche. Nel nuovo modello di gestione dei dati, infatti, non trova più ragion d’essere. In GA4 si parla ora di engagement (“coinvolgimento” nell’interfaccia in italiano) come metrica per misurare il comportamento degli utenti. Avremo dunque: average engagement time, engaged sessions per users e average engagement time per session;
  • machine learning: per compensare la perdita di dati dovuti agli utenti che negano il consenso ai cookies di tracciamento (o li bloccano a priori), il nuovo GA4 ha potenziato l’utilizzo dei sistemi di machine learning in ottica predittiva. Lo scopo è fornire degli insight automatici (delle tendenze) ai marketer, partendo dai dati disponibili sui comportamenti degli utenti. Il machine learning diviene un modo (per certi versi l’unico) per compensare le tendenze restrittive in atto relative al trattamento dei dati e alla privacy sul web;
  • analysis Hub: Google Analytics 4 mette a disposizione di tutti gli utenti una funzione riservata alla suite a pagamento 360. Si tratta dell’Analysis Hub che consente di creare report molto più complessi e personalizzabili;
  • semplificazione delle conversioni: non esistono più gli obiettivi, in favore di un sistema di monitoraggio tendente all’automatizzazione e alla standardizzazione;
  • cross-domain: potenziamento degli strumenti di tracciamento tra domini. Ora il cross-domain è integrato nella piattaforma;
  • collegamento diretto con BigQuery e potenziamento dell’integrazione con Google ADS;
  • eCommerce: potenziamento, rispetto a UA, degli strumenti e delle azioni monitorabili relative ai negozi online;
  • DebugView: gestione del debug nativo all’interno del tool;
  • le etichette utilizzate nei report sembrerebbero far “tendere” il tool sempre più verso il linguaggio del mondo del marketing. Nella versione italiana abbiamo “ciclo di vita” e poi le tab: acquisizione, coinvolgimento, monetizzazione e fidelizzazione.

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Gestione degli eventi in GA4

Fonte: Google Analytics

Alcune considerazioni vanno fatte poi sulla gestione degli eventi, una delle rivoluzioni del nuovo Google Analytics. Innanzitutto non si fa più differenza fra la miriade di hit come in UA (ora tutte le hit sono eventi).
Al momento la piattaforma prevede 4 categorie di eventi:

  • eventi raccolti automaticamente (non richiedono alcuna implementazione);
  • eventi di misurazione avanzati (enhanced measurment events): vanno attivati e configurati;
  • eventi raccomandati: vanno implementati autonomamente a livello di codice (muovendo da parametri predefiniti);
  • eventi custom: che oltre a dover ovviamente essere implementati autonomamente, non hanno parametri Google predefiniti. Per questo, nelle guide per sviluppatori Google si consiglia, prima di implementarli, di assicurarsi non esistano già eventi, tra quelli previsti, che consentano di raggiungere gli obiettivi di tracciamento prefissati.

Conclusioni

Il nuovo GA4 è ancora acerbo e bisognerà aspettare le successive implementazioni per farsi un’idea completa sulle funzionalità e relative potenzialità.

Google offre la possibilità di servirsi in parallelo di entrambe le versioni della piattaforma. Il consiglio dunque è sicuramente di esplorare il nuovo Analytics, senza però abbandonare ancora il “vecchio” Universal.

Come sottolineato più volte anche in altri post, l’analisi dei dati è un aspetto assolutamente centrale nel mondo del marketing odierno (e non solo del marketing). Si tratta di un’attività che diventa sempre più complessa, soprattutto per i marketer che mancano di conoscenze tecniche legate al mondo della data analysis.

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