Ogni documento Word, Excel o PDF contiene metadati non visibili nel testo: nome dell’autore, revisioni, commenti nascosti, a volte percorsi di file interni. Si controllano e si rimuovono con la funzione “Controlla documento” di Office o con gli strumenti di pulizia metadati per i PDF. Per un’azienda che pubblica whitepaper, ebook o preventivi come lead magnet, questo controllo evita di rivelare informazioni interne per errore, ed è coerente col principio di minimizzazione dei dati richiesto dal GDPR.
Ogni volta che si crea un documento con Word, Excel o PowerPoint, il programma salva automaticamente informazioni che non sono visibili nel testo ma restano nei metadati del file. Le più comuni:
Quando il documento viene esportato in PDF, buona parte di queste informazioni resta nel file, semplicemente meno visibile e più difficile da notare per chi non sa dove guardare.
Non è un difetto del software: questi metadati esistono per scopi legittimi, come permettere la collaborazione tra più persone, tenere traccia delle revisioni, o facilitare la ricerca e la catalogazione dei documenti all’interno di un’organizzazione. Il problema nasce quando un documento pensato per uso interno viene pubblicato online senza che nessuno abbia controllato cosa contiene oltre al testo visibile.
Su Word, Excel e PowerPoint (versioni recenti) la funzione si chiama Controlla documento. Si trova dal menu File, sezione Informazioni, alla voce “Controlla problemi” e poi “Controlla documento”. Lo strumento analizza il file e permette di rimuovere in un solo passaggio:
Conviene eseguire questo controllo su una copia del file, non sull’originale, così da poter continuare a lavorare con la cronologia delle revisioni intatta nella versione di lavoro.
Per i file già esportati in PDF, la rimozione dei metadati si può fare in due modi. Con Adobe Acrobat (versione completa, non il semplice lettore gratuito), dalle proprietà del documento è possibile modificare o cancellare i campi relativi ad autore, azienda e software di creazione. In alternativa, esistono diversi strumenti online gratuiti dedicati proprio alla “pulizia” dei metadati PDF, utili in particolare quando il file è già stato esportato e non si ha più accesso al documento sorgente in Word o PowerPoint.
Questo aspetto tocca da vicino chi produce contenuti scaricabili come parte della propria strategia di marketing: whitepaper, ebook, casi studio, listini o preventivi standard offerti come lead magnet in cambio di un’email. Un PDF pubblicato senza controllo può rivelare più di quanto si pensi:
Dal punto di vista del GDPR, questo si collega direttamente al principio di minimizzazione dei dati: pubblicare più informazioni personali di quelle necessarie, anche involontariamente tramite i metadati, resta comunque un trattamento dati che l’azienda deve poter giustificare in caso di richiesta. Un controllo prima della pubblicazione richiede pochi minuti ed evita rischi sproporzionati rispetto allo sforzo necessario.
In AvantGrade includiamo questo tipo di controllo nel processo di produzione dei contenuti scaricabili che realizziamo per i clienti, insieme alla consulenza più ampia su GDPR e Data Governance per chi vuole strutturare un processo di pubblicazione più sicuro. Se pubblichi regolarmente PDF o documenti scaricabili sul tuo sito, vale la pena verificare se questo controllo fa già parte del tuo processo.