Il 2025 è stato un anno spartiacque per il mondo della ricerca online. L’intelligenza Artificiale ha registrato progressi costanti e due grandi ecosistemi si sono sviluppati al punto da guidare l’innovazione globale: Gemini di Google e ChatGPT di OpenAI.
In pochi mesi aziende e professionisti si sono ritrovati a dover rivedere processi, introdurre nuovi strumenti e adattare modelli operativi a una search non più costituita da un elenco di risultati, ma evoluta in un’esperienza sempre più intelligente, personalizzata e contestuale, ovvero in grado di comprendere situazione, necessità dell’utente e circostanze in cui nasce la domanda. La ricerca è diventata conversazionale in tempi sorprendentemente rapidi. Gli utenti hanno progressivamente ridotto l’uso di keyword “secche” e aumentato le domande complesse e specifiche, affidandosi a chat di AI capaci di interpretare contesto, intento e preferenze.
Quali evoluzioni emergeranno, dunque, nel 2026?
Secondo Ale Agostini, autore & esperto di AI nonché fondatore dell’agenzia di SEO, SEM & AI Search Avantgrade.com, assisteremo a un’ulteriore accelerazione delle trasformazioni già in atto, con impatti diretti su marketing, e-commerce, contenuti e customer journey.
Nel biennio 23-24 Google è rimasto relativamente prudente sui temi AI, alimentando riflessioni su un possibile rischio “Kodak”. Negli ultimi mesi del 2025, tuttavia, l’azienda ha avviato una trasformazione profonda, lanciando nuovi modelli Gemini e processori per l’AI in grado di competere direttamente con Nvidia, ridefinendo gli equilibri del settore. Nel 2026 si prevede che Alphabet punti a controllare l’intero stack tecnologico, dal silicio alle applicazioni finali. Le prestazioni del nuovo modello Gemini 3 saranno applicate alla catena del valore dei servizi Google, combinate con l’efficienza dei nuovi chip TPU (Tensor Processing Unit, unità di calcolo specializzate per l’elaborazione dei modelli di AI e ottimizzate per le operazioni di machine learning). Google Ads subirà un’evoluzione significativa e l’interfaccia della tradizionale SERP SEO – la pagina dei risultati organici mostrati dal motore di ricerca – potrebbe progressivamente perdere centralità.
“Google ha intrapreso una trasformazione significativa. Dopo anni di attesa, è pronta a introdurre sul mercato un livello di innovazione capace di incidere in modo rilevante in diversi settori” spiega Ale Agostini.
Google Ads e la SERP cambieranno radicalmente. Google Ads integrerà l’AI e il modello Gemini 3, migliorando la capacità di conversione, ma aumentando i costi per acquisizione – vale a dire il costo richiesto per ottenere il risultato atteso da una campagna. Un trend analogo è atteso su Meta. Diverse aziende saranno quindi chiamate a riconsiderare la distribuzione dei budget, rivalutando il ruolo della SEO, delle digital PR e della crescente GEO AI search (dove la concorrenza è bassa).
Le risposte AI diventeranno sempre più sintetiche, multimodali e finalizzate alla comprensione del reale intento dell’utente. Lo spazio per il testo vedrà una diminuzione, a favore di risultati con elementi multimediali. L’utente capirà il potenziale di percorsi più intuitivi e immediati e ricorrerà maggiormente alla ricerca vocale e con immagini. Per i brand, questo scenario implica una revisione dei piani marketing copia e incolla che vengono portati avanti da anni.
“Nel mondo delle risposte AI vince chi educa e diventa la fonte più autorevole agli occhi dei motori AI” sottolinea Agostini.
Nel 2026, evidenzia Ale Agostini, gli agenti AI inizieranno a svolgere azioni concrete sui siti web per conto degli utenti: cercheranno, confronteranno, selezioneranno, compileranno form e acquisteranno prodotti o servizi.
Questo scenario richiederà a realtà B2B ed e-commerce un ripensamento della visibilità online e della User Experience. Non sarà più sufficiente risultare convincenti per l’“utente umano”, sarà necessario risultare facilmente interpretabili e tecnicamente fruibili anche dai browser e dagli assistenti intelligenti – che adottano criteri più strutturali e razionali.
“Per farsi scegliere dagli agenti AI, il marketing dovrà avere un nuovo mindset e considerarli come un nuovo target personas da soddisfare” osserva Agostini.
Per anni i sistemi di web analytics sono stati basati su click, sessioni e visite ai siti. Con risposte fornite direttamente dall’AI, in grado di influenzare fortemente i processi di acquisto, il tracciamento tradizionale è destinato a perdere terreno e valore informativo. Nel 2026 si assisterà a una ridefinizione delle metriche di performance: crawl budget per le AI (ovvero il tempo e le risorse che i sistemi di intelligenza artificiale decidono di investire nell’esplorazione e nell’analisi delle pagine di un sito, che quindi dovrà essere “GEO friendly”) citazioni, presenza nelle risposte, influenza sulle decisioni e qualità del dato strutturato diventeranno centrali.
“L’AI search cambia tutto, – prosegue Agostini – misurare un mondo AI driven con i KPI del 2010 è anacronistico, e può risultare di conseguenza fuorviante. É necessario in primis comprendere che i nuovi media non si misurano con i vecchi indicatori”.
I modelli generativi permettono di creare contenuti dinamici (email, landing, Ads, script conversazionali) e personalizzati per singolo utente, basandosi su dati comportamentali, contesto e preferenze in tempo reale.
La search diventerà progressivamente “situazionale”: a parità di domanda, le risposte varieranno in funzione di contesto, storico, obiettivi, preferenze e fase del processo di acquisto – aprendo a una sfida nuova: ottimizzare per cluster di intenti (tipologie di ricerche), superando la rigidità dei modelli SEO tradizionali.
“I siti e le PR andranno rivisti come approccio. Bisognerà ottimizzare per bisogni, contesti e intenti reali” conclude Agostini.
Nel 2026 la search non si limiterà a restituire risultati: modellerà decisioni, scelte d’acquisto e percorsi informativi attraverso sistemi AI capaci di filtrare e selezionare contenuti prima ancora che vengano visti dagli utenti. Per i brand, la vera sfida sarà ottenere visibilità all’interno di queste nuove logiche. È qui che si giocherà la competizione: tra chi saprà farsi riconoscere come rilevante dalle macchine — e chi dovrà adattarsi a uno scenario più complesso e meno prevedibile rispetto al passato.
AvantGrade.com, agenzia SEO dal 2011, integrare la GEO AI Search, per supportare le aziende nella costruzione di strategie data-driven e AI-oriented per ottenere: brand mentions autorevoli, presenza costante nelle AI Overview, entità digitali riconosciute da Google e dai modelli generativi.