Guida alla SEO Internazionale

SEO Internazionale: la guida

La SEO internazionale sta diventando sempre più importante per le aziende che cercano di esportare sui mercati esteri.

Se pensata ed eseguita correttamente, infatti, può portare a un ROI significativo anche per le PMI che hanno piccoli budget. Se non sai da che parte iniziare, la buona notizia è che sono disponibili molte informazioni sulla SEO internazionale.

Questa guida alla SEO per il mercati esteri verterà su alcune scelte di base ma che sorgono quando si parla di SEO internazionale.

In che modo la SEO internazionale è diversa dalla SEO “normale”?

I tuoi siti globali non dovrebbero essere la versione “copiata e incollata” in diverse lingue del sito web del tuo paese di origine, anche se è qualcosa che accade molto spesso.

Certo, la traduzione e la localizzazione dei contenuti sono uno dei primi passi, ma poi è necessario ottimizzare i siti per il pubblico di ogni paese: dalla messaggistica alle offerte, fino all’esperienza utente complessiva sul sito.

Un portale in spagnolo con contenuti molto letti e con buone prestazioni nel mercato statunitense potrebbe non funzionare altrettanto bene in Ecuador o in Cile (dove si parla spagnolo) e potrebbe richiedere ulteriori modifiche ai contenuti e attività di ottimizzazione addizionali.

Mentre lavori su ogni sito, devi tenere d’occhio le prestazioni complessive: i tuoi siti web potrebbero andare in competizione tra loro o, nel caso peggiore, potrebbero non essere indicizzati affatto.

Ad esempio, il tuo sito web progettato per il Messico non dovrebbe superare o apparire nei risultati di ricerca in Spagna, se hai un sito diverso progettato proprio per la Spagna.

Se utilizzi in modo improprio il tag canonical o il tag hreflang, alcuni siti potrebbero non essere indicizzati dai motori di ricerca o creare indicizzazioni di pagine duplicate.

SEO internazionale? Ma dov’è il mio mercato?

Se non sei sicuro delle opportunità nei diversi paesi o devi convincere i tuoi capi, è sempre una buona idea studiare indagini di mercato, statistiche e persino i dati del tuo sito web.

Di seguito sono riportate alcune informazioni che puoi utilizzare per decidere o assegnare priorità ai paesi / mercati da seguire.

  • I siti web dei governi e delle organizzazioni commerciali, come Trade.gov e WTO.org, forniscono le ultime notizie e statistiche internazionali sull’economia e il commercio;
  • Molte aziende forniscono report e statistiche relative a Internet, come Internet World Stats, Econsultancy, McKinsey & Company ed eMarketer. Esistono anche numerosi siti che forniscono informazioni su paesi specifici;
  • I tuoi dati di Analytics. C’è qualcuno che visita il tuo sito da altri paesi? C’è qualche paese che porta più traffico al tuo sito rispetto ad altri? Vale la pena prestare attenzione, soprattutto se qualcuno di questi visitatori “stranieri” sta già convertendo.

Ho bisogno di un sito per ogni paese?

Si, solo se il mercato è abbastanza grande da meritarsi l’investimento e il relativo mantenimento dei costi associati.

Fare SEO in Italiano e Inglese su 2 domini ha costi più alti che farlo su 1 dominio unico dove dentro hai entrambe le lingue. All’inizio l’opzione più fattibile è partire da un dominio unico dove all’interno hai un sottodominio o folder specifica per ogni lingua parlata nei paesi di destinazione del tuo export. Questo approccio è anche utile per testare il polso del mercato senza lanciarsi in investimenti. Usando i tag hreflang, possiamo comunque fare capire a Google per quale lingua e paese è stato creato ciascun sottodominio o folder.

Quale dominio avere: ccTLD o gTLD?

La risposta più ovvia è sempre di prediligere un ccTLD (Country Code Top Level Domain, ovvero nomesito.ca, .de, .fr, .it e simili) rispetto ai gTLD (dominio di primo livello generico, ovvero nomesito.com, .net e simili).
La realtà è che non tutti possono percorrere questa opzione, per motivi diversi.

Inoltre, a livello SEO, non è più strettamente necessario: i motori di ricerca hanno fatto molta strada e oggi abbiamo tante opzioni per il targeting geografico dei siti, in particolare su Google .

Tieni presente che alcuni motori di ricerca, come Baidu (n. 2 in Cina dopo Wechat), preferiscono ancora i siti web con ccTLD locale. Inoltre, le persone al di fuori degli Stati Uniti tendono più spesso a fare clic su siti con TLD locale rispetto a siti .com o altri TLD generici.

Che tipo di hosting dovrei ottenere?

La posizione dell’host del sito web era uno dei segnali più importanti, per la SEO internazionale relativa al geotargeting.

Tuttavia, oggi non è più così rilevante. Ci sono infatti altri modi per indicare correttamente il mercato di destinazione del tuo sito web ai motori di ricerca e sono disponibili CDN (tipo Amazon Aws o Akamai) che rispondono a livello locale. Ricorda che la posizione dell’host ha un grande impatto sulla velocità di caricamento della pagina. Assicurati che il tuo sito sia accessibile rapidamente nei paesi che ti interessano.

Come devo fare per il targeting geografico alternativo?

Il targeting geografico è una delle pratiche più comuni dove molti siti commettono errori, soprattutto quando i proprietari si spostano dai ccTLD e dagli hosting locali.

Esistono diversi modi per effettuare il targeting geografico di siti e pagine. Eccone alcuni:

  • Geolocalizzazione in Google Search Console
  • Tag hreflang per Google
  • Informazioni sulla lingua dei meta tag per Bing

Va menzionato che Google ha iniziato a generare i risultati di ricerca in base alla posizione dell’utente, indipendentemente dalla versione locale di Google utilizzata.

Prima ottenevi risultati di ricerca diversi su Google.com rispetto a Google UK (google.co.uk) o Google Australia (google.com.au), anche quando cercavi la stessa parola chiave.

Oggi, invece, ottieni gli stessi risultati in tutte e tre le ricerche su Google, a meno che tu non esegua la ricerca in tre paesi diversi.

Google o non Google?

Sebbene Google sia di gran lunga il più popolare tra i motori di ricerca a livello mondiale, in alcuni paesi ci sono motori sviluppati localmente che sono molto più usati di Google.

Se il tuo paese di destinazione è uno di quelli riportati di seguito, dovrai monitorare questi altri player locali e attuare lavori di ottimizzazione extra.

  • Cina : Wechat e Baidu
  • Russia : Yandex
  • Corea del Sud: Naver

Cos’altro dovrei considerare prima lanciare la mia strategia SEO globale?

Una delle maggiori sfide che la maggior parte delle aziende con siti web globali deve affrontare sono le risorse locali.

Pochi possono contare su risorse illimitate in ogni paese, soprattutto perché la SEO non è un progetto “una tantum” ma richiede sforzi continui.

La chiave è pianificare in anticipo la ripartizione dei compiti e delle responsabilità tra la sede centrale e gli uffici locali, come ad esempio:

  • Risorse tecniche: IT e funzionamento web
  • Risorse linguistiche: localizzazione e ottimizzazione dei contenuti
  • Analisi dei dati del sito web: segnalazione e identificazione delle opportunità SEO

Se non hai uffici o rappresentanti in altri paesi o nessuna risorsa disponibile a livello locale, è necessario considerare l’ingaggio di professionisti esterni ed esperti del mercato di riferimento.

Conclusioni

Questa qui sopra è una guida rapida per iniziare ad approcciare la SEO internazionale. Va detto che ci sono tanti altri aspetti in questo ambito, quindi è sempre meglio tenersi aggiornati: richiedi adesso un preventivo per il workshop SEO internazionale tenuto da Ale Agostini che ha lavorato su progetti SEO super internazionali quali Booking, Walmart e Rentalacars.

Se invece vuoi una consulenza SEO ad hoc, contattaci e ti aiuteremo a far decollare i tuoi posizionamenti organici nei mercati esteri.

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