Ladri di b-udget: denunce per i seo truffatori

Stop ai seo truffatori

Finalmente ci siamo: da tutto il mondo arrivano notizie di denunce contro i truffatori SEO che da anni ingannano PMI e mercato con promesse che di fatto non vengono mai mantenute; ottimizzazioni che porteranno a posizionamenti stellari che tuttavia rimangono nel concreto solo fantasmi. La notizia viene riportata da Studio Samo e questa bellissima storia ha inizio quando Google fa causa al Supreme Marketing Group (d / b / a Small Business Solutions) riuscendo di fatto a mettere la società fuori mercato. L’effetto domino è immediato: l’Australian All Business e Family Enterprise Ombudsman (ASBFEO) avvia numerose procedure disciplinari nei confronti dei truffatori SEO. La morale è sempre la stessa: i truffatori sono ovunque e in questo caso si tratta di SEO “over-promising and under-delivering”, in 5 parole: promesse che non vengono mantenute; ma ecco l’happy ending: è iniziata la crociata contro la SEO fraudolenza.

SEO Truffatori: la crociata australiana

L’Australia è stata la prima: esemplare l’invito alle PMI a farsi avanti raccontando le proprie case history per identificare nomi e modus operandi dei furbetti. Le storie verranno poi raccolte in un report che verrà presentato all’Australian Competition & Consumer Commission per spingere l’avanzamento di nuove norme per regolamentare il corretto svolgimento della professione. A remare contro il progetto è la disinformazione: spesso le piccole imprese non conoscono approfonditamente i propri diritti in termini contrattuali con le web agency e non denunciano, quindi, la truffa.

SEO Truffatori in Italia

In Italia la situazione non è molto diversa: un interessante punto di osservazione sono i forum e i gruppi social dedicati alla SEO, all’interno dei quali si trovano moltissimi sedicenti guru che fanno promesse da marinaio. Il problema anche in questo caso è radicato nella mala informazione: raramente il cliente conosce le tecniche migliori e legali che operano all’interno di questo ambito ed è in grado di capire la truffa che sta subendo. Una regolamentazione arriverà (sicuramente non in tempi brevi) ma il consiglio è di pretendere sempre chiarezza in sede di stipula del contratto. Affidarsi sempre ad agenzie accreditate perché investire sul low cost non è mai la scelta migliore: nel lungo periodo l’investimento per riparare agli errori commessi è sempre più alto di quello che sarebbe costato un’agenzia con prezzi standard.

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