Google Ads, nuovo update mostrerà meno informazioni sui termini di ricerca

Icona di Google Ads su mobile
Andrea Sala
04/09/2020

Meno informazioni per chi usa Google Ads, da qui in futuro.

Google, infatti, ha annunciato con una notifica che presto comincerà a mostrare nel suo rapporto sui termini di ricerca solo le keyword con un “significativo” volume di dati. Ovvero che vengono cercate di più.

notifica di Google circa le limitazioni nel rapporto termini di ricerca
La notifica comparsa negli account Google Ads

Il rapporto termini di ricerca, presente sotto il menu “Parole chiave” di Google Ads, è molto interessante per gli inserzionisti perché mostra quali keyword digitate dagli utenti su Google hanno provocato la pubblicazione degli annunci in SERP.

Come detto, è un’informazione importante per chi gestisce campagne, perché permette di identificare nuove opportunità legate a nuove keyword, oppure a cambiamenti nelle modalità di ricerca delle persone.
Ancora, dal rapporto termini di ricerca è anche possibile identificare eventuali parole chiave da escludere, perché non pertinenti con gli obiettivi degli annunci.

La motivazione dietro a questa scelta da parte di Google sarebbe da imputare a questioni di privacy. A Search Engine Land, un portavoce dell’azienda ha dichiarato:

Per mantenere i nostri standard di privacy e rafforzare la protezioni sui dati degli utenti, abbiamo apportato dei cambiamenti al nostro rapporto sui termini di ricerca, in modo da includere solo i termini che sono stati cercati da un numero significativo di utenti.

L’impatto potenziale di questa decisione è legato alla parola “significativo”.
Cosa Google intenda con questa definizione non è ancora chiaro.

I motivi della scelta di Google

Ad oggi, non è raro trovare nel rapporto in questione anche dei risultati con una sola impression o un solo click, ma questo forse nel futuro cambierà.

Google vuole impedire che gli inserzionisti possano identificare gli utenti o avere accesso a informazioni sensibili che le persone possono includere nelle loro ricerche online. Se da un certo punto di vista si tratta di una decisione lodevole – la privacy va sempre protetta -, l’applicazione indiscriminata di un limite basato solo sui numeri rischia di apportare notevoli danni a chi utilizza Google Ads in determinati settori.

Ci sono infatti migliaia e migliaia di parole chiave a basso o bassissimo volume di traffico che non presentano rischi a livello di privacy e che, allo stesso tempo, sono importantissime per chi le sfrutta ai fini di business.

Parole chiave a basso volume di ricerca
Poche ricerche sì, ma non per questo poco importanti

Gestione delle parole chiave escluse

Con l’espansione delle varianti simili associate alle keyword a corrispondenza esatta, generica e a frase, Google ha dato agli inserzionisti sempre meno controllo sulle parole chiave associate agli annunci.

Per far fronte a questo fenomeno, gli inserzionisti si sono dovuti affidare sempre di più alle parole chiave escluse e questo ha reso cruciale il rapporto sui termini di ricerca.

Limitare le informazioni nel suddetto rapporto non permetterà di identificare le query da escludere in modo puntuale, impattando dunque sull’ottimizzazione delle campagne.

Certo, escludere una singola parola a basso volume di ricerca potrebbe avere un impatto trascurabile, ma se tali termini aumentassero di numero allora i possibili danni economici potrebbero aumentare non poco.

Ma non è tutto. Non potendo accedere a quei dati, anche chi si occupa di SEO avrà meno strumenti per identificare il search intent dietro a determinate parole chiave.

Molte delle novità che Google Ads ha introdotto negli ultimi anni, poi, sono andate verso l’automatizzazione di diversi processi, come se Big G volesse portare gli investitori a concentrarsi di più su aspetti strategici e meno sulla granularità, come nel caso delle keyword appunto.

Finché Google non fornirà maggiori dettagli sulle soglie minime di ricerca che mostreranno o meno informazioni nel rapporto, possiamo solo speculare su cosa ci attenderà in futuro.

Per ora chi si occupa di PPC non è certo tranquillo.

Non farti trovare impreparato ai cambiamenti, contattaci e ti assisteremo nella creazione di una strategia SEM a prova di Google!

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