Javascript, Google e SEO: amore e odio

JavaScript
Alice Tarantola
09/10/2020

JavaScript è un linguaggio di programmazione molto diffuso, utilizzato per creare effetti interattivi all’interno di un sito. Questi effetti possono attivarsi in modo automatico oppure a seguito di un’azione dell’utente. Detto in parole povere JavaScript permette di realizzare pagine web dinamiche e interattive lato utente per aggiungere il cosiddetto effetto “wow”. Inoltre Javascript è in grado di migliorare le performance di una pagina, posticipando l’apparizione di alcuni elementi e velocizzando così il tempo di caricamento.

Ma invece lato motore di ricerca come viene visto Javascript?

Questo tipo di linguaggio risulta piuttosto complesso per Google e gli altri motori di ricerca, perciò è importante utilizzarlo con attenzione e solo quando è necessario. Ma entriamo nel vivo dell’argomento e capiamo come funziona Javascript e come utilizzarlo in modo appropriato in ottica SEO per evitare problemi di indicizzazione.

Come funziona Javascript

Iniziamo dal principio e capiamo insieme come funziona a grandi linee il linguaggio di JavaScript.  Quando un utente oppure un bot visitano una pagina di un sito web, il browser richiede delle informazioni al server ovvero il codice sorgente (HTML di base) e le varie risorse esterne tra cui quelle che fanno uso di Javascript. In seguito il browser unisce il codice HTML di base con i fogli di stile (css) per poter caricare la pagina web con tutte le sue caratteristiche. Per completare il caricamento vengono richieste man mano tutte le risorse JavaScript che vengono scaricate in automatico o in seguito ad un’azione svolta dall’utente.

Per farla breve, quando viene caricato il file Javascript è come se si creasse un nuovo codice che fa apparire la pagina web diversa rispetto a quella descritta del file HTML di base. Il codice sorgente quindi non coincide più con il codice della pagina caricata e questo “confonde” un po’ gli spider dei motori.

Javascript e Google

L’impostazione di JavaScript mal eseguita potrebbe provocare una scorretta scansione del sito e avere così effetti negativi sul ranking. Vediamo più nel dettaglio gli errori più comuni e le possibili soluzioni.

Google e Javascript: possibili problemi di indicizzazione

Un utilizzo massivo di JavaScript potrebbe avere dei riscontri negativi lato Google. Di seguito alcuni dei casi più comuni in cui un sito potrebbe avere problemi di indicizzazione:

  • HTML di base troppo diversa dall’HTML finale con JavaScript. Questa tecnica viene vista in modo negativo da Google perchè in passato veniva utilizzata per mostrare una versione della pagina più ottimizzata al bot e una versione differente all’utente. 
  • Utilizzo massivo di Javascript. In questo caso Google, quando effettua una prima scansione del sito, non ne fa anche il rendering. Questo significa che gli elementi presenti in JavaScript ma non nell’HTML non verranno presi in considerazione dal motore di ricerca. Così facendo il sito non solo viene “recepito” in modo incompleto, ma ci sono svantaggi anche riguardo la frequenza di crawling e quindi i tempi di indicizzazione.
  • Menu di navigazione e link in JavaScript. Se il menu del sito è presente in JavaScript c’è un’alta probabilità che Google non riesca a leggere tutti i link presenti. Questa cattiva lettura da parte di Google provoca conseguenze a livello di link building e potenziali danni al ranking del sito.

Queste situazioni sono molto comuni nei siti molto grandi e negli eCommerce dove spesso, per facilitare il caricamento delle pagine, si inseriscono recensioni, prodotti e commenti all’interno di JavaScript, provocando il rischio che il bot di Google non legga numerose pagine del sito. Attraverso alcune tecniche SEO è possibile evitare questi problemi sopra elencati.

Javascript e tecniche SEO: la soluzione ai tuoi problemi

Per evitare di cadere in errore, è bene effettuare un’ottimizzazione SEO del sito. Di seguito alcune delle principali attività che è necessario svolgere per assicurasi che il sito venga letto da Google e che il JavaScript sia impostato correttamente.

1. I contenuti importanti devono essere nel codice sorgente

Per far si che il crawler di Google possa leggere gli elementi più importanti del sito in modo corretto, suggeriamo di inserire i contenuti rilevanti lato SEO (come menu, link, ecc.) nel codice sorgente e non in JavaScript. Qualora all’interno di questi contenuti dovessero esserci delle sezioni molto pesanti, come ad esempio delle immagini, è possibile inserirle in JavaScript attraverso il lazy loading. Il lazy loading è un modello di progettazione che viene utilizzato in programmazione per rinviare il caricamento di un elemento all’interno di una pagina fino al momento in cui è necessario.

In un secondo momento è bene assicurarsi che Google riesca a caricare tutti gli elementi della pagina. Per effettuare questo controllo è possibile accedere a Google Search Console e verificare il codice HTML ed eventuali problemi di caricamento. 

2. Javascript nel file Robots.txt 

Il secondo suggerimento è quello di non bloccare il JavaScript nel file Robots.txt, anche se non gestisce contenuti importanti. Bisogna considerare che googlebot ha bisogno di numerosi dati per comprendere le pagine e la struttura di un sito, quindi più elementi ha a disposizione e meglio è. Ovviamente nel file Robots.txt andranno specificate tutte quelle pagine che non si desidera far indicizzare.

3. Javascript deve essere “leggero”

Hai paura che le risorse JavaScript rallentino la lettura del tuo sito? Nessun problema, basta che siano della grandezza necessaria. Se nel JavaScript sono presenti script che caricano elementi che non ci interessa far vedere a Google, è possibile farli caricare attraverso le azioni specifiche dell’utente e non in modo automatico. Se desideri verificare che il bot di Google sia in grado di scaricare le varie risorse JavaScript, utilizza il Test Mobile di Google.

4. Inserimento di JavaScript nel file sorgente

Nel file sorgente, alla fine del codice HTML, è bene inserire gli script JS in modo che googlebot non si debba interrompere durante l’analisi per dover scaricare i vari script. Questa pratica risulta positiva anche se tutti gli elementi importanti del sito sono presenti nel file sorgente.  

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