SEO per principianti: la guida base 2020

seo per principianti
Alice Tarantola
23/07/2020

Quando si crea una nuova pagina all’interno di un sito web, è importante chiedersi quale obiettivo si desidera raggiungere e soprattutto quale tipo di pubblico si è interessati a conquistare. Una volta definiti l’argomento e l’obiettivo di business è necessario che la tua pagina venga letta correttamente da Google. Come? Seguendo, tra le altre cose, alcune linee guida SEO. 

INDICE

Che cos’è la SEO?

L’acronimo SEO (Search Engine Optimization) raggruppa tutte quelle tecniche e strategie di ottimizzazione di un sito con il fine di aumentarne la visibilità e migliorarne il posizionamento nella dei risultati organici dei motori di ricerca (SERP). Avere una buona posizione nella SERP aumenta le possibilità di click e traffico, quindi di conversioni. In poche parole se il tuo sito si trova nella prima pagina dei risultati di ricerca hai più chance di essere raggiunto da potenziali clienti e concludere una vendita. Esistono alcune linee guida SEO per rendere i tuoi contenuti efficaci e d’impatto, sia per gli utenti che per Google. Ma prima di introdurci nel magico mondo delle tecniche SEO è importante sottolineare che esistono due macro aree di attività SEO:

  • SEO On-Site
  • SEO Off-Site

Che cos’è la SEO On-Site?

La SEO On-Site identifica una serie di attività di ottimizzazione da svolgere all’interno di un sito con il fine di migliorarne il posizionamento nella SERP. Lungo l’articolo scopriremo nel dettaglio le principali attività di SEO On-Site che puoi eseguire per migliorare il ranking del tuo sito mantenendo una buona usabilità lato utente.

Che cos’è la SEO Off-Site?

La SEO Off-Site, letteralmente “SEO fuori dal sito”, può essere definita come uno step successivo per ottimizzare ulteriormente il tuo sito web. La SEO Off-Site, infatti, prevede una serie di azioni da effettuare al di fuori di un sito web per poter apparire sempre più in alto nei risultati dei motori di ricerca. Generalmente l’attività più svolta è quella di link earning (aumento di backlink) che prevede il guadagno naturale di link in ingresso verso il tuo sito, grazie alla qualità e all’utilità dei contenuti pubblicati. 

Bene, ora siamo pronti per scoprire insieme le principali linee guida SEO da seguire per ottimizzare il tuo sito web e fargli guadagnare le prime posizioni nei risultati di ricerca su Google!

Le linee guida base della SEO per i contenuti

I contenuti all’interno di un sito possono essere categorizzati per quattro tipologie di ricerca:

  • Transazionale: l’utente desidera acquistare un prodotto e digita esplicitamente il nome e il modello nella ricerca.
  • Informativo: l’utente effettua una ricerca generica per un acquisto futuro (ad esempio “le migliori scarpe da running”).
  • Navigazione: questo tipo di ricerca aiuta l’utente a raggiungere un sito specifico
  • Locale: la ricerca viene effettuata per trovare un luogo fisico. Può essere utilizzato ad esempio per la ricerca di negozi per trovare informazioni di contatto come numero di telefono o posizione.

Identificare argomenti, parole chiave e correlate

Il primo passo è identificare il contenuto che si desidera scrivere. Per prendere ispirazione e identificare le keyword che fanno al caso tuo è bene effettuare una rapida analisi della concorrenza per lo stesso tema che si intende sviluppare. Per raggiungere il tuo scopo, ovvero guadagnare le prime posizioni della SERP, è bene analizzare il lavoro dei “migliori”, ovvero di quei siti che al momento si trovano nella prima pagina dei risultati di ricerca di Google per la ricerca che ti interessa.

All’interno dell’articolo andranno identificate una o due keyword (parole chiave), le quali rispecchieranno appieno l’argomento trattato. Oltre alle parole chiave, sarà necessario selezionare delle parole semanticamente correlate (sinonimi, parole attinenti all’argomento, ecc.). Questa ricerca può essere effettuata utilizzando diversi strumenti come Google Keyword Planner e Google Trends, i quali permettono di delineare il numero di ricerche per una determinata parola (volume di ricerca), la pertinenza della keyword in base all’argomento e l’attinenza tra la keyword e il tuo obiettivo di business.

Definire Title e Meta Description

Il title tag è un elemento HTML che identifica il titolo di una pagina. Questo titolo deve contenere le parole chiave selezionate e, se possibile, avere una lunghezza massima di 65 caratteri (circa dalle 6 alle 12 parole) per evitare che Google lo tronchi in SERP.
Se non è possibile è bene assicurarsi che la parte non troncata sia chiara ed efficace.
Il title tag è il titolo che gli utenti visualizzano nei risultati di ricerca pertanto è bene creare un titolo accattivante e chiaro da comprendere, in modo tale da stuzzicare la loro curiosità. Il title deve essere unico per ogni pagina e deve definire chiaramente il contenuto che si andrà a leggere. Se desideri suddividere il tuo title in due sezioni, suggeriamo di utilizzare simboli come il pipe o barra verticale (|) o il dash o trattino (-). Ad esempio: “Guida SEO per principianti: i concetti base che devi sapere – AvantGrade”

La meta description è un elemento HTML che fornisce una breve spiegazione del contenuto in pagina che può comparire nella SERP di Google sotto il title tag. Oltre alle parole chiave, la description dovrebbe contenere preferibilmente anche le parole correlate selezionate in precedenza o sinonimi strettamente correlati. Attualmente Google non pone limiti di lunghezza della Meta Description ma, a seconda delle necessità, il testo potrebbe essere tagliato nella SERp e perdere così di significato. Il nostro consiglio è quello di inserire nei primi 150 caratteri le informazioni più importanti. Qualora si volessero aggiungere maggiori informazioni, consigliamo di non superare i 320 caratteri.
title tag

La struttura del contenuti e la gerarchia degli Headings

Il contenuto proposto deve essere fresco, autentico e di alta qualità. In base all’argomento selezionato, si consiglia di analizzare chi oggi viene premiato da Google (i primi risultati che appaiono nella SERP) e scrivere contenuti con una profondità molto simile (ricorda che la lunghezza in sé non è un fattore SEO). Le keyword e le parole correlate dovranno essere presenti nel corpo del testo, il quale dovrà essere originale e declinato in base al target che lo leggerà. Se, ad esempio, il tuo obiettivo è quello di far comprendere la SEO ad un pubblico di neofiti, probabilmente potremmo utilizzare un linguaggio semplice, mentre se affrontiamo lo stesso argomento con un pubblico di esperti potremmo permetterci di utilizzare termini più specifici.

Per quanto riguarda la struttura, il titolo principale verrà identificato con il tag heading H1. In questo modo si dà una forte indicazione lato SEO di quello che è l’argomento della pagina. Il tag heading H1 dovrà essere chiaro e contenere al suo interno le parole chiave selezionate in precedenza. Se la pagina dovesse contenere più sezioni o sottosezioni, è possibile inserire una “gerarchia” di tag heading:

  • H1 titolo principale (all’interno di una pagina ce ne dev’essere uno solo!)
  • H2 titoli delle sezioni principali
  • H3 titoli delle sottosezioni
  • H4 a H6 titoli successivi alle sottosezioni (questo livello di headings viene difficilmente utilizzato a meno che non si stia scrivendo un testo molto lungo) 

Utilizza URL SEO friendly

Come si suol dire, è la prima impressione che conta.

Anche se il suo valore a livello di ranking è relativo, L’URL rappresenta uno dei primi fattori che verranno visti sia da Google che dagli utenti e per questo motivo è necessario dargli l’importanza che merita. L’URL, per chi non lo sapesse, è una stringa di testo che identifica l’indirizzo di una determinata risorsa presente sul web.

Per realizzare degli URL SEO friendly, ovvero che piacciono ai motori di ricerca, ti consigliamo la lettura della nostra guida su come ottimizzare gli URL per la SEO. Suggeriamo inoltre di pianificare preventivamente la struttura dei tuoi URL perchè ti potrebbe essere comodo per effettuare attività di manutenzione in un secondo momento.

L’URL della pagina deve mantenere un formato standard: per evitare di risultare “spammoso” e dato che gli spazi non sono permessi all’interno dell’URL, è fortemente consigliato l’utilizzo dei trattini (-) per separare le parole all’interno del link ed è sconsigliato l’utilizzo di underscore o trattino basso (_) o altri segni grafici.

L’importanza dei link interni ed esterni

L’inserimento di link (interni ed esterni che hanno lo scopo di indirizzare il lettore verso approfondimenti) all’interno del contenuto risulta essere un dettaglio vincente per trasferire valore alla pagina. È importante prestare attenzione a due fattori:

Selezione della pagina di destinazione

La pagina di destinazione può essere interna o esterna al sito, l’importante è selezionare un link di alta qualità, utile a fornire maggiori informazioni di rilievo al lettore. Ad esempio Il link potrebbe portare verso una pagina generica come il form di contatto o la richiesta di un preventivo oppure verso una pagina che offre una spiegazione più approfondita di un determinato argomento. Normalmente i link verso altre pagine dello stesso sito si aprono nella stessa finestra, mentre i link a siti esterni si aprono in una nuova finestra o nuova tab.

Scelta delle parole chiave su cui inserire il link (anchor text)

Quando si inserisce un link si consiglia sempre di “ancorarlo” ad una o più parole. La scelta del testo di ancoraggio dovrà essere fatta in modo che questo sia rilevante per la pagina di destinazione. Ad esempio se stiamo parlando di cucina italiana e in un paragrafo approfondiamo la storia degli spaghetti al pomodoro, possiamo dare ai nostri lettori la ricetta per realizzare questo piatto con un link: la parola che più si presta come anchor text in questo caso è proprio “spaghetti al pomodoro” oppure “ricetta spaghetti al pomodoro”. Consigliamo di evitare anchor text come “clicca qui”, “approfondisci qui” e di evitare l’utilizzo di anchor text troppo uguali alle parole chiave per cui desideri posizionarti. Il rischio di sovraottimizzazione è dietro l’angolo.

I link non sono tutti uguali: solitamente i link più utilizzati sono i link dofollow in quanto sono in grado di trasferire valore SEO alla pagina linkata. Esistono però svariate tipologie per ogni tipo di obiettivo. Scopri come funzionano invece  link nofollow, UGC e Sponsored.

Altri aspetti per l’ottimizzazione SEO

L’ottimizzazione mobile

Negli ultimi anni sono cambiate molte delle nostre abitudini, tra cui quelle di ricerca che sempre con maggiore frequenza vengono effettuate direttamente da dispositivi mobili (smartphone, tablet). È importante quindi realizzare siti e pagine web mobile-friendly per offrire la migliore navigazione possibile agli utenti. Negli ultimi anni sono state messe a disposizione le AMP (accelerated mobile pages), una versione semplificata delle pagine web create per velocizzare il processo di cambiamento su qualsiasi smartphone e in tutte le condizioni di connettività. Queste pagine sono in hosting direttamente sui server Google che si occupa anche della loro erogazione online. È compito tuo implementare le AMP sul tuo sito a livello di programmazione.

Ad esempio nel mondo dell’editoria l’utilizzo delle AMP è fortemente consigliato, perché permettono di avere un posizionamento tendenzialmente migliore nella SERP rispetto ai siti che non ne fanno uso.

La velocità del sito

Gli utenti si aspettano sempre che i siti si caricano in tempi sempre più brevi. Infatti Google ha annunciato per la velocità rappresenta un fattore di ranking. Soprattutto per i dispositivi mobili, la velocità rappresenta un elemento di primaria importanza. Per ottimizzare la rapidità di caricamento bisogna fare attenzione a particolari aspetti come ad esempio la dimensione delle immagini e la gestione di JavaScript e CSS. Tieni d’occhio la velocità del tuo sito utilizzando lo strumento Google Page Speed Insights.

L’importanza delle immagini e la loro ottimizzazione

Le immagini ricoprono un ruolo fondamentale all’interno delle tue pagine. Il contenuto, per essere più dinamico e di facile lettura, deve essere suddiviso in paragrafi e possedere degli elementi visivi per mantenere alta l’attenzione dell’utente. Le immagini offrono inoltre la possibilità di posizionarti anche nella ricerca di immagini su Google.

È una possibilità in più per intercettare i tuoi clienti e raggiungere i tuoi obiettivi di business. Per ottimizzare le immagini tieni sempre in considerazione:

  • Nome file contenente le parole chiave (ad esempio “spaghetti”)
  • Ricordati di compilare sempre l’Alt Tag (ovvero testo alternativo) utilizzando una breve descrizione dell’immagine inserendo le parole chiave (“spaghetti al pomodoro”)
  • Tieni in considerazione la dimensione e il peso delle immagini (valuta l’utilizzo di formati più recenti come jpeg 2000, jpeg XR e WebP)
  • Ricordati che, grazie all’intelligenza artificiale, Google interpreta in autonomia il reale contenuto dell’immagine. Utilizza sempre immagini pertinenti con l’argomento.

Un motore di ricerca identifica un’immagine in modo diverso rispetto all’occhio umano. Grazie all’Intelligenza Artificiale è possibile selezionare l’immagine perfetta per Google garantendo la pertinenza con il messaggio e potenzialmente un miglior posizionamento organico.

I Social Media per aumentare la visibilità del tuo sito

Un ulteriore aspetto che suggeriamo di curare con attenzione è la presenza sui social media, anche se questa non rappresenta un fattore SEO diretto, ma più un’ottima possibilità di promozione e coinvolgimento. Realizzando una strategia di Social Media Marketing su misura per la tua attività, avrai la possibilità di esporre il tuo sito web ad un numero ancora maggiore di potenziali clienti, aumentando così le probabilità di far crescere il traffico al sito. Condividendo i tuoi contenuti su social come Facebook, Instagram o Twitter aumenti le possibilità di raggiungere il pubblico che realmente ti interessa.

Sitemap XML e Robots.txt

La Sitemap XML è un file di testo che contiene una lista di URL del tuo sito che desideri far indicizzare dal motore di ricerca. Suggeriamo di inserire la Sitemap XML nella directory principale del sito in modo tale da agevolazione l’identificazione e la lettura delle pagine da parte del motore di ricerca. 

E ora il punto più critico. Come realizzo la mia Sitemap XML? Puoi realizzare il file di testo manualmente oppure, per evitare errori, puoi affidarti a strumenti gratuiti che realizzano automaticamente la tua Sitemap XML dopo aver eseguito la scansione del tuo sito. Se possiedi un sito che viene aggiornato regolarmente, è bene generare una Sitemap XML dinamica in modo tale che l’aggiornamento sia automatico. Una volta creata la Sitemap, il consiglio è quello di inviarla a Google attraverso Google Search Console.

Passiamo ora al file Robots.txt. Sappiamo cosa stai pensando: “ecco, adesso che ho iniziato a capirci qualcosa mi mettono tutti questi paroloni”. Niente panico, siamo qui per aiutarti. Il file Robots.txt non è altro che un file di testo dove puoi decidere tutti i contenuti che il crawler del motore di ricerca può o non può scansionare. Questo file dovrebbe esserci sempre anche nella sua forma più semplice, ovvero quella in cui vengono accettati tutti i crawler o spider (software che analizza i contenuti della rete) senza limitazioni alla scansione. 

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