Passaggio da Magento 1 a Magento 2: come gestire la migrazione in ottica SEO

eCommerce

Magento è tra le piattaforme eCommerce più diffuse al mondo: viene utilizzato su 250.000 siti attivi, ma solo 11.000 ne usano la nuova versione, Magento 2. Se hai una PMI e stai pensando a una migrazione, ecco i nostri suggerimenti, fra pro e contro.

Ormai da diverso tempo è stata lanciata una nuova versione della piattaforma, Magento 2, dotata di un’architettura più efficiente e nuove feature utili alla gestione di database e pagamenti. Il lancio è avvenuto sulla scia dell’acquisizione di Magento da parte di Adobe, nel 2018, per la notevole cifra di 1,68 miliardi di dollari, con l’obiettivo di rendere più ricca l’offerta commerciale dell’Adobe Experience Cloud e competere al meglio nel settore del commercio digitale, dominato da colossi come Oracle e Salesforce.

Utilizzo di Magento prima e dopo l’acquisizione di Adobe, fonte: AvantGrade

Indice

Migrare o non migrare? Questo è il dilemma

Il passaggio ad Adobe ha comportato un salto tecnologico verso Magento 2, ma anche un aumento del costo della piattaforma. Negli ultimi mesi, molte aziende si sono interrogate sull’effettiva utilità di una migrazione, visto che il supporto per Magento 1 è terminato quest’estate: gli eCommerce saranno ancora attivi e sicuri, tuttavia non saranno più rilasciati aggiornamenti e patch per la versione 1. La migrazione sembra così una scelta obbligata, ma in realtà dove pende la bilancia dei rischi e dei benefici?

I benefici della migrazione a Magento 2

Come già anticipato, Magento 2 è stato sviluppato con un’architettura più efficiente e SEO-friendly. Ecco alcune delle nuove feature introdotte:

  1. FPC (full-page cache): questa integrazione ottimizza la gestione della cache permettendo di incrementare del 20% la velocità di navigazione sul sito rispetto alla precedente versione. In ottica SEO è un benefit particolarmente importante, alla luce dei nuovi fattori di ranking legati alla user experience annunciati da Google;
  2. condivisione dei DB: sempre in ottica di ottimizzazione della velocità di navigazione, Magento 2 permette di condividere database e informazioni su differenti server. Questa stessa logica di condivisione si può applicare al processo di acquisto, per rendere il checkout ancora più fluido e veloce;
  3. PWA Studio: con il rilascio di Progressive Web Application Studio, gli utenti avranno la possibilità di sviluppare in modo più semplice esperienze di navigazione mobile veloci, affidabili e coinvolgenti. Questa feature si sposa alla perfezione con l’approccio mobile first di Google;
  4. test automatizzati: la nuova versione di Magento permette agli sviluppatori di effettuare più rapidamente i test sulle principali personalizzazioni, ottimizzando così il lavoro sul sito.

I problemi della migrazione a Magento 2

La migrazione a Magento 2 comporta però alcune problematiche che le aziende devono valutare attentamente prima di prendere una decisione:

  1. piattaforma ancora nuova: Magento 2 è relativamente giovane, il che implica la presenza di alcuni piccoli bug e di problemi di stabilità. Da questo punto di vista, la nuova piattaforma non è paragonabile a Magento 1, che vanta una stabilità invidiabile e ben dieci anni di presenza sul mercato alle spalle;
  2. maggior investimento economico: come già anticipato, con l’avvento di Adobe il costo della piattaforma è aumentato. A ciò si somma la necessità di effettuare un upgrade hardware/software per gestire al meglio la migrazione e il lavoro su Magento 2. Non è trascurabile, per esempio, anche la necessità di un cambio server, indispensabile per portare a termine in maniera efficiente ed efficace il processo;
  3. competenze elevate: la migrazione di un eCommerce realizzato in Magento non è semplice, perché nasconde numerose insidie e problematiche gravi (potenzialmente, c’è il rischio di perdere tutti o una parte dei dati del sito). Per gestire questa attività, sono necessarie delle competenze tecniche elevate ed è importante affidarsi a un team di professionisti esperti. Immagina cosa potrebbe accadere se improvvisamente andassero in fumo anni di lavoro e di investimenti finalizzati ad acquisire rilevanza e traffico organico!;
  4. tempistiche lunghe: la migrazione è onerosa in termini di tempo. A seconda della profondità del proprio eCommerce, potrebbero essere necessari dai 2 ai 5 mesi di lavoro per completarla.
Fonte: Wikipedia

La migrazione: principali step

Concretamente, cosa comporta la migrazione?

Senza la pretesa di essere esaustivi e soprattutto senza entrare negli aspetti tecnici in un articolo che ha lo scopo di fare una panoramica generale sull’argomento, proviamo comunque a fornire una chiave di lettura rapida e sintetica dei passaggi più importanti della migrazione:

  1. backup e verifica: la preparazione consiste nell’effettuare un backup completo del negozio Magento 1 e nel verificare che temi, estensioni e codici siano compatibili con Magento 2;
  2. migrare il tema: non è possibile migrare direttamente i temi Magento 1 in Magento 2, ma è possibile acquistarne di nuovi e personalizzarli per ottimizzare l’esperienza dell’utente;
  3. migrare le estensioni: le estensioni di Magento 1 non funzioneranno su Magento 2, per questo andranno individuate e installate le estensioni pertinenti tra quelle disponibili per il tuo negozio Magento 2;
  4. migrare le personalizzazioni e i dati: l’ultimo step è il trasferimento di impostazioni e dati da Magento 1 a Magento 2. Questa operazione è facilitata da applicativi appositamente progettati, come il Magento Code Migration Toolkit e sopratto Magento 2 Data Migration Tool, uno strumento rilasciato appositamente per aiutare gli sviluppatori nelle attività di migrazione.

Per quanto non possa essere strettamente considerata una fase della migrazione, è utile ricordare che a operazioni concluse bisogna avviare un ciclo di test finalizzati a controllare qualsiasi cosa, dal back-end al front-end, dalle performance alla UX, per essere sicuri che tutto sia andato a buon fine e non ci siano bug da risolvere immediatamente.

Conclusione: quando è utile migrare

Quindi la mia azienda dovrebbe migrare a Magento 2?

In sostanza, le alternative che si presentano all’orizzonte per gli imprenditori sono soltanto tre:

  1. continuare a utilizzare Magento 1: è la prima strada, la soluzione più semplice ma anche peggiore. Se è vero che, nell’immediato, la mancanza di aggiornamenti e patch può non creare problemi, nel medio-lungo periodo prima o poi ci troveremo ad affrontare problemi di sicurezza, gestione dei dati e user experience sempre più critici. In generale: sconsigliabile;
  2. migrare verso Magento 2: abbiamo visto come la migrazione comporti sia rischi che benefici. Gli aspetti positivi sono molti, soprattutto in ottica SEO e di user experience, tuttavia è fondamentale che l’azienda affidi tale attività a mani esperte per non incorrere in gravi problemi che possano pregiudicare l’efficienza del proprio eCommerce. In generale: consigliabile, previa valutazione dei costi e delle risorse tecniche a cui affidare la migrazione;
  3. migrare verso un nuovo CMS: infine, l’ultima alternativa è cambiare CMS e affidarsi a un altro strumento. Anche per questa soluzione, tuttavia, si presenta il problema di affrontare una migrazione verso una nuova piattaforma, con tutti gli oneri del caso, perdendo inoltre il know how e l’esperienza già maturati con Magento. In generale: sconsigliabile per via dei costi comunque sostenuti e dell’evidente downgrade in termini di performance e potenzialità che tale passaggio porterebbe con sé.

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Articolo scritto in collaborazione con Carmine Pucino.

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