Cos’è il PageRank di Google: come funziona e come aumentarlo

Hai sentito parlare di PageRank di Google, volevi approfondire l’argomento ma leggendo online non hai ben capito di cosa si tratta? In questo articolo chiariamo cos’è il PageRank, come funziona e come fare per aumentarlo.

Il PageRank è un argomento molto importante per i consulenti SEO e tutti coloro che desiderano migliorare la propria visibilità online. Ma non perdiamoci in chiacchiere e approfondiamo subito la questione!

Indice

Cos’è e come funziona il PageRank di Google

Il PageRank di Google (PR) è un algoritmo che intende indicare le pagine più autorevoli e rilevanti per dare risposta alle ricerche degli utenti. Esso assegna una valutazione quantitativa e qualitativa alle pagine web tenendo in considerazione come principale elemento i link e il valore delle pagine che ospitano tali link.

Facciamo un esempio concreto:

Sei un appassionato di animali e hai un sito in cui racconti questa tua passione. La settimana scorsa hai creato un blog post che parla dei 5 marchi di cibo per gatti più in voga. Se questo tuo contenuto fosse ripreso da importanti siti e portali autorevoli sull’argomento, i quali decidono di inserire un link nelle loro pagine web verso il tuo blog post per citarti, allora Google tenderà a considerare il contenuto che hai pubblicato più rilevante e ti premierà con una maggiore visibilità!

Chiarita la definizione di PageRank, andiamo a esaminare più nel dettaglio la sua storia.

La formula del PageRank: spiegazione

Abbiamo visto nella teoria a cosa serve il PageRank. Andiamo ora ad analizzarne la formula matematica in maniera semplice ma esaustiva:

Era il 1997 quando i due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, svilupparono alla Stanford University il PageRank, il cui primo brevetto è stato depositato l’1 settembre 1998.

Inizialmente, il PageRank veniva calcolato sulla base del numero e della qualità intrinseca di collegamenti ipertestuali che rimandavano a una pagina web. Il tutto fu ufficializzato in una formula matematica molto complessa, che è possibile ritrovare nel documento originale sul sito ufficiale di Stanford e che per completezza riportiamo di seguito:

Formula PageRank di Google
Formula PageRank di Google

Se a prima vista la formula potrebbe sembrare di difficile lettura ai meno inclini alla matematica, la spiegazione di ciò che vedi potrà aiutarti a capire meglio come funziona il PageRank di Google:

PR[A] è il valore del PageRank (PR) della pagina [A], che viene determinato in base a:

  • N: numero totale delle pagine note;
  • n: numero delle pagine che contengono almeno un link verso la pagina analizzata, ovvero [A];
  • PR[Pk]: valori di PageRank di ognuna delle pagine che contiene un link verso [A];
  • C[Pk]: numero di link contenuto in ogni pagina che contiene un collegamento verso [A];
  • d (damping factor): indicatore deciso da Google che dovrebbe essere pari a 0,85 (ma che è soggetto a cambiamenti nel tempo). Serve al motore di ricerca per definire la quantità di PageRank che viene trasferita da una pagina all’altra.

Tirando le somme, ciò che determina il PageRank è:

  1. il numero e la qualità di link in ingresso (nella formula: “n”)
  2. il numero di link in uscita;
  3. il PageRank di ogni pagina da cui si ricevono link (nella formula: “PR[Pk]”);
  4. Il damping factor (d)

Si può quindi dire che:

Il valore del PageRank (PR) della pagina X aumenta in base al numero di pagine che contengono un link indirizzato a X e al valore di ognuna di esse, e si modifica in conseguenza al damping factor (d), variabile che definisce la quantità di PageRank trasferito da una pagina web verso un’altra.

Come funziona il PageRank

Come abbiamo visto il PageRank indica il valore di una pagina web, che Google attribuisce in base a diversi criteri, ma con un unico grande obiettivo: coinvolgere e migliorare la navigazione dell’utente, in modo che riesca a dare la risposta più esaustiva alle ricerche che compie.

Ogni pagina avrà il suo PageRank e, allo stesso modo, ogni pagina può trasmettere valore e aumentare il PageRank di un’altra inserendo un collegamento (link) verso di essa.

Ma come viene calcolato il valore di ogni link? Questa valutazione viene svolta da Google e prende il nome di PageRank sculpting.

PageRank sculpting

Il PageRank Sculpting è una tecnica che parte da un presupposto enunciato nella formula originale del PageRank, secondo il quale l’autorevolezza – il rank, appunto – di una pagina viene trasferita in maniera equa attraverso tutti i link in uscita dalla stessa. Quindi, se ipotizzassimo un’autorevolezza pari a 10 e 5 link in uscita, avremmo un valore per link uguale a 2. Se la nostra pagina web è quindi linkata da fonti autorevoli, ma assieme a tantissimi altri link, allora non guadagneremo molto da quel collegamento.

Al contrario, se fossimo l’unica fonte linkata, il valore che potremmo guadagnare aumenterebbe.

C’è da dire però che questo ragionamento era valido all’inizio, ma già nel 2009 Matt Cutts, ingegnere di Google, ha comunicato un cambiamento algoritmico in un articolo del suo blog. Oggi, molto probabilmente, le cose hanno subito ancora modifiche e il peso specifico di un link è determinato anche da altri fattori, come la pertinenza degli argomenti della pagina che ospita il link rispetto al contenuto linkato, la posizione del link all’interno della pagina, il numero di volte che il link è stato cliccato, e così via.

Il PageRank funziona ancora?

Nel 2008, il vicepresidente di Google, Udi Manber, dichiara che il PageRank è “la parte più importante dell’algoritmo di posizionamento di Google“. Da allora, però, le cose sono cambiate: il brevetto originale del 2008 è scaduto nel 2018 e non è più stato rinnovato, bensì sostituito da un nuovo brevetto Google più evoluto. Tuttavia, il PageRank continua ad essere utilizzato per valutare la rilevanza delle pagine web, ma è diventato parte di un sistema molto più evoluto. Ciò non toglie che si tratta ancora di un importante fattore di ranking!

Il motivo per cui il PageRank abbia oggi un valore diverso che in passato è riconducibile soprattutto alle campagne condotte dai SEO nel corso degli anni e finalizzate a manipolare i valori del PageRank attraverso la costruzione di profili link artificiali e ricchi di spam. I proprietari di siti, inoltre, tendevano a linkare le loro pagine web su commenti all’interno di blog e social media, ad esempio, “storpiando” il reale valore di una pagina web.

La link building esiste ancora oggi ed è molto importante tra le strategie SEO, ma non è più spudorata e spinta come un tempo, anche grazie ai vari aggiornamenti algoritmici realizzati proprio per limitare il “potere” dei SEO, tra tutti Penguin, e all’introduzione dell’attributo nofollow, utile a comunicare al motori di ricerca l’istruzione di non seguire il link e non trasmette valore SEO.

Come aumentare il PageRank

Come detto poco fa, il PageRank esiste ancora ed è importante. Così come esistono una serie di fattori in grado di influenzare questa metrica, motivo per cui dobbiamo senz’altro ancora tenerne conto se vogliamo mettere in atto una buona strategia SEO.

Vediamo, quindi, quali potrebbero essere le variabili a cui prestare attenzione:

  • presenza o meno dell’attributo nofollow: eseguire un’analisi dei backlink è essenziale per conoscere nel dettaglio la situazione;
  • posizione del link in pagina. Più è in alto, maggiore è il suo valore;
  • probabilità che il link venga cliccato. Da questo punto di vista, è importante anche il suo aspetto: una call to action, per esempio, ha molte più possibilità di ricevere clic rispetto a un collegamento contestuale e poco visibile; 
  • clic che riceve realmente. Non dimentichiamo che Google, con ogni probabilità, tiene traccia di tutto ciò che accade sui nostri siti web;
  • anchor text. Le parole che su cui inseriamo il collegamento ipertestuale sono, di solito, un rafforzativo per spingere la pagina di destinazione proprio su quella keyword o sulle sue correlate; 
  • altri link interni. La struttura complessiva dei link interni ha, a sua volta, un peso non indifferente. Non a caso, Google ha dedicato un’intera sezione della Search Console alla sua valutazione.

Conclusioni

Insomma, come avrete capito, la gestione del PageRank e la sua valutazione nell’economia di un’attività SEO complessiva sono tanto importanti quanto complesse. Per capire esattamente come muoversi, è essenziale affidarsi a dei professionisti SEO che sanno bene di cosa stanno parlando. Dal 2011, ci occupiamo di SEO e strategia digital, collaborando con più di 400 clienti.

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