Lo strumento di test per i dati strutturati di Google verrà dismesso

Lo strumento di test per i dati strutturati di Google chiude

Lo strumento di test dei dati strutturati di Google, valido alleato di tutti gli esperti SEO che volevano controllare la corretta implementazione dei microdati, presto verrà messo offline da Big G.

È stato lo stesso motore di ricerca, dal suo blog, ad annunciare la novità che, però, porta con sé anche delle buone notizie: la funzionalità del tool, infatti, è stata integrata (migliorata) all’interno dello strumento test dei risultati multimediali. Quest’ultimo è anche uscito dalla fase beta e ora “supporta pienamente tutte le funzionalità di Rich Results della ricerca Google”.

Per annunciare il passaggio da uno strumento all’altro, Google ha anche inserito un nuovo messaggio all’interno del tool in via di chiusura.
Nella breve comunicazione si legge che lo strumento di test dei dati strutturati “sta per essere ritirato”, anche se sul blog di Google leggiamo che dovrebbe rimanere online ancora per qualche tempo.

Messaggio che indica la chiusura dello strumento di test dei dati strutturati di Google
Addio strumento per i dati strutturati, ci mancherai

Lo strumento di test dei risultati multimediali, promette Big G, offrirà un servizio migliore, per diversi motivi:

  • Mostra quali risultati multimediali sono validi in relazione al markup inviato
  • Gestisce i dati strutturati caricati dinamicamente in modo più efficiente
  • Renderizza sia la versione mobile che quella desktop di un risultato
  • È perfettamente allineato con i report di Search Console

Il tool può essere utilizzato per testare sia snippet di codice che URL di pagine web e fornisce agli utenti errori e avvertimenti.

Gli errori impediscono a una pagina di venire visualizzata con i risultati multimediali in SERP, mentre gli avvertimenti indicano solo che uno o più elementi interessati non verranno mostrati nei risultati “rich” di ricerca.

Risultati multimediali dal tool di Google
Esempio di risultati multimediali validi

Se stai utilizzando ancora il “vecchio” strumento di test dei dati strutturati farai bene a prepararti alla sua dipartita e a familiarizzare con il nuovo strumento test dei risultati multimediali.

Strumento test dei risultati multimediali

Il nuovo tool appena uscito dalla fase beta è stato introdotto nel 2017, come soluzione per testare i rich snippet, le rich card e tutti gli altri risultati di ricerca “evoluti” che potremmo vedere nelle SERP di Google.

Esso offre una rappresentazione più accurata di come una pagina web viene interpretata e mostrata agli occhi di un utente online, assieme alla possibilità di testare i dati strutturati legati a contenuto caricato dinamicamente.

Lo strumento oggi gestisce senza problemi implementazioni di tipo JSON-LD, Microdata e RDFa. Quando è stato lanciato, però, supportava solo quattro tipi di dati strutturati: ricette, annunci di lavoro, film e corsi.

Il “vecchio” strumento di test dei dati strutturati era ancora necessario per testare ogni altra tipologia di markup.

Ora lo Strumento test dei risultati multimediali è stato aggiornato e supporta tutti i tipi di dati strutturati che è possibile vedere in SERP su Google.

La decisione del colosso di Mountain View di puntare tutto su un tool e ritirare quello che di fatto è un inutile doppione, dunque, ha senso.

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