12 tecniche SEO semplici ed efficaci

12 tecniche seo per aumentare traffico organico
Team Avantgrade
18/09/2020

L’ottimizzazione per i motori di ricerca, si suddivide in svariate tecniche SEO che, spesso, si declinano a loro volta in ulteriori sotto-attività molto specifiche.

Non è semplice muoversi in questo dedalo di task da portare avanti, senza dimenticare la sperimentazione: la SEO infatti non è qualcosa di ben definito e non esiste uno standard di settore.
C’è l’ottimizzazione fatta male, che non porta risultati, e quella fatta bene, che di risultati ne porta eccome.

Come puoi fare, dunque, a migliorare il tuo posizionamento?
Ci sono diversi modi.

Prima, però, è importante ricordare che la SEO è un’area in continua evoluzione, perché segue di pari passo l’uso che le persone fanno dei motori di ricerca.

Le persone, a loro volta, sono in continuo mutamento e i motori di ricerca cercano di tenere il passo, riuscendoci con risultati alterni.

Ecco perché vecchie tecniche SEO che funzionavano anni fa oggi non portano a nulla. O peggio, possono anche fare danni.

Sto parlando di thin content, spam nei commenti, keyword stuffing, l’uso di parole chiave exact match esasperato e altri “trick” che gli “esperti SEO” degli anni 2000 usavano senza freni (e che vengono utilizzati ancora oggi, purtroppo).

Ecco perché ho preparato queste elenco di tecniche SEO semplici, immediate e votate ai risultati a livello organico.
Cominciamo!

INDICE:

  1. Sfrutta parole chiave promettenti grazie a Google Search Console
  2. Ottieni idee e keyword dai tuoi competitor
  3. Scopri keyword dal box “le persone hanno chiesto anche”
  4. Usa i link interni per dare importanza alle pagine strategiche
  5. Usa la tecnica della Barnacle SEO per sfruttare l’autorevolezza dei “giganti”
  6. Sfrutta contenuti “intermedi” per attrarre link
  7. Ottieni link dalle menzioni del tuo brand
  8. Sperimenta continuamente con i tag Title per migliorare il CTR
  9. Mantieni i tuoi lettori coinvolti con dei cliffhanger interni
  10. Aggiorna i tuoi vecchi articoli per renderli sempre utili e rilevanti
  11. Ottimizza le tue immagini, una volta per tutte
  12. Cerca di ottenere dei featured snippet su Google (posizione zero)

Sfrutta parole chiave promettenti grazie a Google Search Console

Le keyword sono alla base di ogni strategia SEO, dalle keyword research alla scelta di come scrivere un titolo efficace per un articolo.

Una strategia per trovare parole chiave per cui puoi posizionarti velocemente è cercare in Search Console delle keyword che si trovino nella seconda o terza pagina di Google.

Basta recarsi nel menu “Rendimento”, cliccare su “Pagine”, scegliere una pagina da ottimizzare e infine cliccare su “Query”.
Fatto questo otterrai una lista di parole chiave per cui la pagina scelta è posizionata.

Menu rendimento in search console

A questo punto, attiva la metrica “posizione media” e ordina le keyword per posizione.

Selettori in Google Search Console

Bene, ora concentrati sulle keyword nelle posizioni dalla 11 in su e seleziona le più rilevanti per la pagina prescelta.

Tecnica SEO che identifica le keyword in seconda o più posizione organica in Search Console

A questo punto devi semplicemente usare quelle parole nel tuo testo, ovviamente in modo naturale e senza inserirle per forza tutte.

Ad esempio se ci sono varianti simili, scegline solo una: metterne troppe risulterebbe in un classico esempio di keyword stuffing, pratica che, come detto, è deleteria.

Se le parole trovate sono tante, concentrati su quelle che hanno anche qualche click. Probabilmente hanno anche un discreto volume di ricerca.

Se le keyword non sono molto rilevanti per la pagina, puoi anche considerare di creare un nuovo articolo o post dedicato all’argomento in questione.

Ottieni idee e keyword dai tuoi competitor

Questa tecnica è una delle mie preferite perché è veloce e immediata.

Perché sprecare ore a cercare keyword quando i tuoi competitor hanno già fatto “il lavoro” per te?

Basta inserire in un tool SEO qualunque il dominio del tuo competitor e vedrai in un attimo quali sono le sue pagine migliori.
Oppure, potrai inserire l’URL esatto di una pagina e vedere per quali keyword è posizionata.

In entrambi i casi avrai parecchie idee per nuove pagine, blog post e altro.

Tecnica SEO delle keyword da competitor ottenute da Semrush

Ad esempio, usando SEMRush, possiamo scroprire keyword a bassa difficoltà (colonna “KD%”) da attaccare, perché portano molto traffico o sono rilevanti a livello di business.

L’effettivo posizionamento, una volta prodotti i contenuti necessari, dipenderà molto dall’autorevolezza del tuo sito.

Non bisogna però farsi scoraggiare da un livello di difficoltà molto alto: spesso, una pagina davvero completa su un dato argomento riesce a posizionarsi a superare anche siti web molto autorevoli.
Insomma, provarci (quasi) sempre!

Scopri keyword dal box “le persone hanno chiesto anche

Il box “Le persone hanno chiesto anche” è una tipologia di snippet che appare con una certa regolarità in SERP, in relazione a determinate parole chiave e argomenti.

Sono indicazioni preziose che ricalcano cioè che gli utenti vogliono sapere e sono quindi da sfruttare ai fini SEO.

Box le persone hanno chiesto anche su Google

Trovare tutte le domande richiede un po’ di pazienza, visto che il box ne mostra solo 4 e occorre aprirlo e chiuderlo più volte per visualizzarne altre.

Box le persone hanno chiesto anche espanso

Esiste uno script per Phyton, creato da Alessio Nittoli, il cui codice è condiviso su GitHub e qualuno l’ha usato per fare un tool: AlsoAsked.

Lo strumento ordina in modo visuale le domande, permette di scaricare i dati in formato CSV o in formato immagine PNG.

Nel nostro caso, ecco il risultato:

Output da AlsoAsked

Comodo no?

Usa i link interni per dare importanza alle pagine strategiche

I link interni e la loro ottimizzazione sono un’attività spesso sottovalutata: se curata come si deve, può dare ottimi risultati.

Perché? Ecco i motivi.

1. I link interni aiutano Google a scansionare e posizionare le tue pagine

I link interni sono una delle tante modalità con cui Google “esplora” il tuo sito e la loro organizzazione dice al motore quali sono le pagine che reputi importanti.

Ovviamente dobbiamo curare l’anchor text, ovvero le parole a cui viene “ancorato” il link, e in questo caso possiamo anche essere aggressivi con keyword exact-match (senza esagerare, manteniamo sempre la naturalezza nel linguaggio).

Non lo dico io, lo dice Google:

Ci sono tuttavia delle azioni da evitare, ovvero:

  • Linkare da pagine irrilevanti solo per manipolare il numero di link
  • Creare troppi link interni che non aiutato il visitatore del sito
  • Usare lo stesso anchor text per tutti i link interni
  • Usare anchor text non correlati alla pagina di destinazione

2. Una struttura di link interni ben fatta aiuta gli utenti a navigare il tuo sito

La struttura di un sito è molto importanti e uno dei modi migliori per renderla pulita e utile è proprio quello di curare i link interni.

Si può fare attraverso due sistemi:

  • Link interni strutturali: menu, tag, breadcrumb, ecc.
  • Link interni contestuali: link “manuali” nel testo
Esempio di internal linking strutturare e contestuale
Ogni pagina dovrebbe essere accessibile con massimo 3 click

Non dimentichiamoci, infine, che i link interni fanno rimanere gli utenti sul tuo sito (ed è un fattore che Google monitora).

Come strutturare i link interni?

I link interni dovebbero riflettere i contenuti che reputi più importanti.

Ci sono studi su questo aspetto della SEO e uno in particolare, di Authority Hacker, ha evidenziato che le pagine a più alto posizionamento tendono a ricevere link da pagine nella stessa sezione del sito.

In parole povere, nel nostro blog gli articoli sulla SEO dovrebbero linkare solo altri articoli sulla SEO.

Questa tecnica SEO è conosciuta come SEO Siloing o come Topic Cluster.

Fondamentalmente, si tratta di creare due tipi di pagine:

Un contenuto di tipo “pillar”, ovvero una pagina che copre un argomento in maniera estesa e mira ad una keyword a coda corta, più generica

Diversi contenuti di tipo “cluster” o più verticali, che sono articoli “di supporto” che coprono specifici sottoargomenti del topic principale, con obiettivo keyword a coda lunga.

Tecnica SEO del modello a Topic Cluster

Tutto sta nel seguire due semplici regole, una volta creato un cluster:

  1. Ogni nuovo post deve linkare il contenuto “pillar”, assieme ad altri post correlati
  2. Dopo la pubblicazione di un nuovo post, aggiungere un link dal contenuto “pillar” verso il nuovo contenuto

Anche in questo caso non occorre essere troppo “talebani”: se ha senso per l’utente, si possono occasionalmente linkare anche pagine fuori dal cluster. Assicurati però che la maggior parte dei link interni resti all’interno del cluster.

Ricorda che l’internal linking è completamente nelle tue mani: usala bene e vedrai i vantaggi in modo piuttosto evidente

Usa la tecnica SEO detta “Barnacle SEO” per sfruttare l’autorevolezza di altri siti

La Barnacle SEO è un’attività di ottimizzazione per cui sostanzialmente ci si “appoggia” a un sito con più alta autorevolezza per aiutare il posizionamento dei tuoi contenuti su Google.

Il termine “barnacle” in inglese significa cirripedi, ovvero dei crostacei marini che sono caratterizzati dal vivere attaccati a un ospite, sia esso un altro essere vivente o inanimato, come navi, rocce e simili.

Questa tecnica è particolarmente utile nel caso di:

  • Argomenti che si vogliono coprire ma non sono in target con il resto dei contenuti del tuo sito web
  • Parole chiave ad alta competitività, per le quali probabilmente non riusciresti a posizionarti col tuo sito

Quali sono dunque i siti più utili per questa tecnica? Ecco i più utilizzati:

  • Medium
  • YouTube
  • Reddit
  • LinkedIn
  • Tripadvisor
  • Google My Business
  • Pagine Gialle
  • Foursquare

Ovviamente qui dobbiamo includere anche ogni altro eventuale sito nella tua nicchia di mercato: ogni contenuto pubblicato su un sito autorevole, che quindi aumenta l’esposizione del tuo brand, può essere considerato una forma di Barnacle SEO.

Questa tecnica, inoltre, può anche permetterti di presidiare la SERP su parole chiave che per te sono molto importanti: potresti essere primo col tuo sito, mentre le posizioni seguenti potrebbero essere occupate da altri contenuti che menzionano il tuo sito, ma sono pubblicati su domini differenti.

Offri sempre contenuti di alto valore

I cirripedi non sono dei parassiti in senso stretto e non lo devi essere nemmeno tu, quando metti in atto delle attività di Barnacle SEO.

Cosa vuol dire? In soldoni, quando produci contenuti per altre piattaforme, fallo con il fine di dare valore a chi li fruisce: non essere spammoso o troppo autopromozionale.

L’obiettivo in questo caso è quello di migliorare il posizionamento di un sito che non è il tuo, per ottenerne benefici indiretti.

Sfrutta contenuti “intermedi” per attrarre link

Chiunque faccia business online sa bene che ottenere backlink verso pagine di prodotto è molto, molto difficile.

Per passare link juice a questo tipo di pagine – che possono essere corsi, contenuti con affiliazione o e-commerce – possiamo utilizzare dei contenuti “intermedi”. Con questo intendo delle pagine ad alto valore per persone e motori, che si posizionano e che possono attrarre backlink in modo naturale.
Fatto questo, inserirai un link alla pagina di prodotto che vuoi “spingere”.

Lo schema è il seguente:

Schema per ottenere link grazie a contenuti intermedi

Che tipi di contenuti puoi produrre?

In linea di principio, ogni contenuto di qualità che offre alto valore all’utente è un potenziale mezzo per attrarre backlink.

Alcuni esempi:

  • articoli
  • guide
  • how-to
  • infografiche
  • video
  • ricerche
  • whitepaper
  • tool gratuiti

Questi sono tutti asset potenzialmente utili al nostro fine.

Ad esempio, il nostro tool di misurazione della CO2 prodotta da una pagina web ha generato un discreto buzz online, offrendo valore a chi possiede un sito web e portandoci backlink “naturali”.

Articolo sul Corriere della Sera sul tool di misurazione del web CO2
L’articolo sul Corriere della Sera relativo al nostro tool

Come ultimo test dopo aver messo online il contenuto “intermedio”, fatti una semplice domanda: “Linkerei questa pagina dal mio sito? La consiglierei a un amico o un famigliare?”.

La risposta (onesta) saprà darti un’indicazione della bontà di ciò che hai prodotto.

Ottieni link dalle menzioni del tuo brand

Questa tecnica è tanto semplice quanto efficace: si tratta di identificare le menzioni del tuo brand o del tuo sito su articoli, blog post o news che, però, non linkano verso di te.

Quello che devi fare in questo caso è semplicemente scrivere una email alla persona che ti ha menzionato, chiedendo di aggiungere un link verso il tuo sito.

Questo tipo di attività funziona per un semplice motivo: non stai scrivendo a qualcuno che non ti conosce. Stai contattando una persona che sa chi sei e ti ha già citato in un contenuto: questo rende l’ottenimento di un backlink molto più semplice.

Il consiglio qui è di scrivere queste email tempestivamente, quando si scopre una nuova menzione: le persone sono infatti più disponibili ad aggiornare un contenuto quando questo è stato pubblicato da poco.

Ci sono diversi tool che fanno questo tipo di tracciamento in modo automatico: BuzzSumo, Ahrefs, SEMRush e altri.

Elenco di menzioni del brand via Ahrefs
320 menzioni senza link da sfruttare per noi di AvantGrade

Mettiti a investigare e invia qualche email. Ne vale la pena.

Sperimenta continuamente con i tag Title per migliorare il CTR

Il CTR (Click-through-rate, tasso di click) mostra quanto le persone cliccano sugli snippet dei tuoi contenuti nelle SERP di ricerca.

Questo dato è influenzato da diversi fattori, fra cui:

  • La posizione in SERP: più è alta e più il CTR cresce
  • La presenza di Rich Snippet: queste funzionalità speciali in SERP attraggono l’occhio e, quindi, anche i click
  • Tag title dei risultati: il l title delle pagine che appare nei risultati di ricerca

Quest’ultimo punto, in particolare, è spesso gestito con leggerezza. In realtà è molto importante e influenza in modo deciso il CTR.

Ecco dove agire per ottimizzarlo:

  • Includi la keyword che vuoi aggredire: sembra ovvio, ma dovresti inserire sempre la parola chiave di riferimento nel title, idealmente all’inizio e in modo naturale
  • Presta attenzione alla lunghezza: i title troppo lunghi vengono troncati e, in generale, diversi studi dimostrano che c’è una correlazione diretta fra pagine in alta posizione e title “concisi” (anche se, ovviamente, occorre considerare caso per caso).
    Online esistono diversi tool per testare la lunghezza di un title, così come ci sono anche diversi plugin SEO per WordPress che lo fanno (Yoast SEO, ad esempio).
Grafico di Backlinko sulla lunghezza ottimale dei tag title
Copyright: Backlinko
  • Cerca di differenziarti dagli altri: per ottenere una marcia in più, prova a includere nel tuo title delle domande, numeri, indicazioni temporali (“la miglior guida alla SEO per il 2020”), parole in maiuscolo (da usare con parsimonia), indicazioni circa elementi multimediali o scaricabili nel contenuto (“Scarica la SEO checklist per ottimizzare i tuoi contenuti web” oppure “Guida alla keyword research [VIDEO]”)
  • Includi il tuo brand, oppure non farlo: spesso, in modo automatico, viene aggiunta una porzione di testo alla fine di ogni title. Eliminando questo riferimento, a seconda delle necessità, si ha a disposizione più spazio e si evitano troncamenti
esempio di title tag tronco in SERP Google
Dopo i “…” c’è il nostro brand, forse dovremmo toglierlo
  • Stai attento ai superlativi e alle “power words”: lo stesso studio di Backlinko citato in precedenza dimostra che parole come “migliore”, “incredibile”, “definitivo” ecc ecc impattino in modo considerevole sul CTR. Ora, gli studi sono sul mercato anglofono, tuttavia ha senso rifletterci su anche per quello italiano: quanto è credibile un’azienda che si definisce a priori la migliore nel suo campo?

Mantieni i tuoi lettori coinvolti con dei cliffhanger interni

Quando un utente atterra sulle tue pagine, devi cercare di attirare e mantenere alta la sua attenzione.

Come puoi fare? Con la vecchia tecnica di copywriting che suggerisce di includere i cosiddetti “cliffhanger” interni all’interno di un testo.

Sostanzialmente, questi “cliffhanger” consistono in frasi concise che lasciano in sospeso il lettore e funzionano da elemento di transizione fra un paragrafo e un altro.

Il tono è informale e il fine è semplice: catturare l’interesse dell’utente e spingerlo a continuare a leggere.

Esempio di cliffhanger interno
Ti senti “appeso”? È voluto

Questa strategia è utile anche all’inizio del testo, per rafforzare la convinzione nel lettore circa la bontà del tuo contenuto e andare subito al sodo.

Aggiorna i tuoi vecchi articoli per renderli sempre utili e rilevanti

Chi si occupa di content marketing lo sa: il traffico di un articolo o blog post e destinato a calare, col tempo.

Ci sono diverse fasi che caratterizzano un contenuto una volta messo online: un primo picco, un calo, una crescita lenta ma costante, una fase di stallo e mantenimento delle posizioni, per finire con un graduale calo di traffico.

andamento traffico SEO di un contenuto
È un continuo sali e scendi

Come fare per evitare questa parabola discendente?
Vediamo alcune opzioni.

Controlla i tuoi contenuti: analizza e trova quali contenuti stanno perdendo traffico, quindi aggiornali.

Alcune attività che puoi fare in questo senso:

  • Aggiornare informazioni datate
  • Espandere i contenuti, coprendo argomenti correlati che non hai tratta prima
  • Aggiungi dati, ricerche
  • Migliora l’interfaccia utente (UI) e l’esperienza utente (UX)
  • Migliora i contenuti multimediali
  • Unifica articoli separati in uno solo, se ha senso farlo
  • Cerca di ottenere più link

Ma non fermarti qui, ci sono innumerevoli azioni che puoi portare avanti.

Dopo aver migliorato i tuoi contenuti, non dimenticare di promuovere il tuo post “rinnovato” in tutti i modi possibili: attraverso campagne pubblicitarie, newsletter, condivisioni social e con gli outlet a tua disposizione.

Ottimizza le tue immagini, una volta per tutte

È tutto molto semplice: le immagini pesano sui dati che gli utenti scaricano per visualizzare il tuo sito, rallentandone la performance.

Ottimizzarle, dunque, può portare a un forte miglioramento della velocità delle tue pagine web. E la velocità è un fattore di ranking ormai conclamato.

Mantenendo la qualità massima delle immagini, è possibile andare ad agire sul loro peso in byte grazie a strumenti gratuiti online, come Squoosh o TinyPNG.

Homepage dello strumento ottimizzazione immagini Squoosh
Squoosh

Ci sono anche diversi plugin di WordPress che si occupano di questo tipo di azioni: Imagify, ancora TinyPNG, Smush Image, Optimus e molti altri.

Una volta scelto il metodo migliore per le tue esigenze, il peso delle immagini non sarà più un problema (finalmente).

Cerca di ottenere dei featured snippet su Google (posizione zero)

I featured snippet sono un funzionalità della SERP di Google in cui un contenuto viene posizionato prima dei risultati organici, in un box molto evidente.

Questa feature, seppur tenda a portare pochi click verso il sito web di destinazione, è utile per due aspetti:

  1. Per la SEO: perchè permette di “superare” i competitor a livello di visibilità
  2. Per gli utenti: perché offre una risposta immediata ad una domanda/esigenza
Featured snippet in Serp
La potenza di un featured snippet

E il bello dei featured snippet è che non è essenziale essere primi in SERP, per ottenerli.

Per verificare la posizione con e senza featured snippet c’è un piccolo trucco: aggiungendo “&num=9” alla fine dell’URL si può osservare il proprio posizionamento con il featured snippet disattivato.

Spesso, noterai che per le query in cui appari nello snippet non sarai primo organico.

Ecco, è proprio lì la forza di questo tipo di posizionamento: la possibilità di sorpassare siti magari più autorevoli e ottenere tantissima visibilità.

Come ottenere dunque un posizionamento nel featured snippet?

  1. Controlla i competitor: scopri per quali query ottengono quel posizionamento e definisci che tipo di formattazione hanno usato, quanto è lungo il testo in esso contenuto e in che posizione il paragrafo nello snippet si trova nel testo
  2. Usa un numero di parole adatto ad entrare nello snippet: secondo Moz, la maggior parte degli snippet contiene 40-50 parole. Stare in questo limite per i paragrafi può dunque aumentare la possibilità di conquistare un featured snippet
  3. Vai dritto al punto: rispondi alla domanda all’inizio del testo e lascia le divagazioni per il suo proseguimento. Se vuoi posizionarti per la domanda “qual è la velocità media di caricamento di una pagina web?”, rispondi il prima possibile all’interno del tuo contenuto.

Conclusioni

Abbiamo finito. Queste 12 tecniche SEO hanno un grande potenziale e possono farti ottenere più traffico organico, in modo semplice.

Non c’è bisogno di utilizzarle tutte contemporaneamente, sia chiaro. Puoi anche focalizzarti su una sola di esse, scegliendo quella che reputi più in linea con il tuo tempo e il tuo sito web.

Se cerchi un servizio di supporto SEO a 360°, professionale e profondamente concentrato sui risultati, allora contattaci: insieme studieremo una strategia di ottimizzazione capace di farti ingranare una marcia in più nella SERP di Google.

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