Googlebot scansionerà i siti (anche) via HTTP/2

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Google ha annunciato ufficialmente che, da novembre 2020, Googlebot potrà scansionare alcuni siti usando il protocollo HTTP/2.

Si tratta della nuova versione del protocollo HTTP, detta anche h2, che è entrata in uso nel 2015 circa.

Da quel momento, gli utenti che si occupano di sviluppo web hanno iniziato a chiedere a Google se Googlebot potesse scansionare i siti utilizzando la versione più moderna del protocollo.

Finalmente, Google ha risposto con un post sul suo blog ufficiale, dettagliando il nuovo supporto.

Big G ha annunciato che, grazie alla novità, ci saranno notevoli miglioramenti in termini di efficienza, riguardo l’utilizzo di risorse dei server. Questo perché il protocollo richiede l’apertura di meno connessioni TCP:

 

Googlebot può aprire una singola connessione TCP al server e trasferire così file multipli in parallelo, invece di dover aprire connessioni multiple. Meno connessioni si aprono e meno risorse il server e Googlebot dovranno impiegare per il crawling.

 

La novità comincerà ad essere disponibile per un numero ridotto di siti web, da novembre 2020, poi Google estenderà il supporto e valuterà la situazione man mano.

Ma come farà Googlebot a scegliere il protocollo di scansione? Tutto dipenderà dal supporto di HTTP/2 da parte del sito e dai benefici che sia il bot che i server ne potranno trarre.

Insomma, se i tuoi server supportano il nuovo protocollo e Googlebot passa spesso a scansionare il tuo sito, allora forse ti verrà reso disponibile l’upgrade. E no, non dovrai preoccuparti di nulla: si occuperà di tutto il bot.

 

 

Se vuoi scoprire di più sulla novità a livello tecnico, rimandiamo all’articolo ufficiale degli sviluppatori Google. Se invece vuoi scoprire se i tuoi server supportano HTTP/2, rimandiamo a questo articolo di Cloudflare.

Se invece ha bisogno di una solida consulenza SEO, non esitare a contattarci. Ti consiglieremo come ottimizzare il crawling per il tuo sito e molto altro ancora.

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