Come individuare i profili fake su LinkedIn

Alice Tarantola
7 Agosto 2019

Il social network più apprezzato nel mondo business è sicuramente LinkedIn, portale che favorisce connessioni e collaborazioni lavorative.

Purtroppo questo social negli ultimi anni è diventato, insieme ai più famosi social netowork come Facebook  e Twitter, uno strumento molto interessante e appetibile anche per alcune agenzie di spionaggio.

Potrebbe sembrare la classica leggenda metropolitana ma a confermarlo è stato William Evanina, ex capo del gruppo di controspionaggio della Cia, il quale, in seguito alla scoperta dello spionaggio cinese in America, ha affermato:

“Invece di sguinzagliare decine di agenti sul suolo americano, è molto più efficiente sedersi dietro un computer di Shanghai e mandare richieste d’amicizia a 30mila obiettivi”.

Quella identificata da Evanina non è una situazione isolata.

LinkedIn risulta essere un portale utile per la raccolta di alcune informazioni sensibili e il reclutamento di spie interne agli ambiti di interesse.

Negli ultimi tempi le più attive sono le agenzie cinesi, le quali inviano richieste di connessione da profili con immagini di persone di bell’aspetto e con una carriera interessante. Cosa ci può essere di sospetto?

Come si presentano i profili fake

Quando ricevi una richiesta di connessione su LinkedIn, effettui una ricerca approfondita sulla persona o ti limiti a controllare l’azienda per cui lavora e le connessioni in comune?

Purtroppo molti utenti si concentrano sui grandi nomi di attività commerciali o sul numero di connessioni, lasciando in secondo piano la credibilità e la qualità del collegamento.

Apparentemente questi profili non hanno nulla di anomalo: una bella immagine professionale, esperienze lavorative di successo, studi interessanti, competenze approfondite, ecc.

Nulla desta particolari sospetti perché curati nel minimo dettaglio.

Per questo è necessario andare un po’ più a fondo e considerare più dettagli della connessione per constatare la credibilità di un profilo.

Ma se il profilo contiene un’immagine, questa dovrà pur appartenere a qualcuno.

Si, all’Intelligenza Artificiale.

Le fotografie, anch’esse curate nel minimo dettaglio, vengono realizzate attraverso i Gag (generative adversarial network), programmi che generano volti a comando praticamente indistinguibili da quelli reali.

Realizzare delle immagini realistiche risulta fondamentale per la credibilità: gli utenti tendono a fidarsi molto di più di un’immagine rispetto all’username e ai dati.

Perché proprio LinkedIn?

LinkedIn risulta essere il canale perfetto per questo genere di operazioni di spionaggio perché attualmente ha un livello di controllo delle azioni molto basso.

Se ad esempio una persona inserisce all’interno delle proprie esperienze professionali il nome di una determinata azienda, nessuno può certificare che sia reale perché l’azienda al momento non riceve nessuna comunicazione al riguardo e LinkedIn non controlla la correttezza dell’informazione.

Con questo non vuol dire che LinkedIn sia un portale poco sicuro, al contrario lascia molto spazio agli utenti perché desiderosi di conoscere perfetti sconosciuti con i quali iniziare interessanti collaborazioni lavorative. 

LinkedIn corre in nostro aiuto: Come si sta affrontando il problema

Negli ultimi tempi LinkedIn sta prendendo seri provvedimenti per contenere il più possibile questo problema e salvaguardare i propri utenti.

Una delle prossime mosse sarà l’inserimento di notifiche che comunicano ai proprietari delle pagine le azioni dei loro dipendenti. Questo permetterà di avere una visione completa e, in caso di necessità, sarà più semplice segnalare profili sospetti che verranno tempestivamente eliminati da LinkedIn qualora dovessero rappresentare una minaccia reale.

Avere dei buoni collegamenti su LinkedIn ci permette di avere un profilo/pagina di alta qualità.

Le connessioni rappresentano un importante fattore di ranking quindi, prima di accettare una connessione, è bene analizzare nel dettaglio tutte le caratteristiche della persona per comprendere se il profilo è effettivamente vero e capire se può essere un collegamento di crescita per entrambi.

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