Cosa è Chat GPT e perchè insidia Google

chatGPT

Secondo il New York Times, il CEO di Alphabet, Pichai, ha emesso un “codice rosso” in risposta all’ascesa nell’uso del bot AI ChatGPT e dei rischi che può comportare per il business di Google. Vediamo di cosa si tratta e perchè potrebbe cambiare il mondo dell’informazione e del search marketing.

Cosa è Chat GPT?

ChatGPT è bot di chat AI conversazionale creato da OpenAI, società di ricerca e implementazione dell’AI guidata dall’ex presidente di Y Combinator Sam Altman che dichiara che la sua missione è “garantire che l’intelligenza generale artificiale vada a beneficio di tutta l’umanità”.

ChatGPT è un chatbot a cui fai domande e da cui ricevi risposte più o meno di qualità che si compongono in tempo reale davanti a te. Qui sotto ho chiesto alla chat “cosa è la SEO”:

cos-e-la-seo-chatgpt

ChatGPT in pochi giorni ha accumulato 1 milione di utenti dopo il suo lancio pubblico, può generare risposte singolari alle domande in modo conversazionale, simile a quello umano, sintetizzando informazioni da milioni di siti web. 

Gli utenti hanno chiesto al chatbot di scrivere un saggio universitario (non ditelo agli studenti), fornire consigli sulla programmazione e persino quali siano i migliori SEO.

Ho chiesto al chatbot domande pratiche di informatica e mi ha fornito istruzioni dirette e precise senza la necessità di perdere ore tra i risultati organici arrivando dritto al punto. Il vero valore che ho trovato è la rapidità di comprensione e fornitura di risposte abbastanza precise e dettagliate senza leggere chissà quanti articoli creati per ottenere visite e guadagnare lato pubblicitario.

L’impennata di interesse di ChatGPT (fatta a mio parere soprattutto per gli amanti della tecnologia) è pazzesca e anche confermata da Google Trends dove si vede che l’interesse relativo è maggiore della ricerca del presidente degli USA Biden e si concentra in termini relativi in Israele, Uruguay, Moldavia e Iraq.

Fonte: Google Trends

Come la AI Chat insidia Google?

ChatGPT ha il potenziale per sostituire il famoso motore di ricerca e danneggiare il modello di business di Alphabet? Probabilmente sì in almeno 2 modi.

Il primo modo toccherebbe i ricavi di Google. Diciamo che le entrate pubblicitarie di Google derivano dagli annunci Google che hanno generato $ 208 miliardi – l’81% delle entrate complessive di Alphabet – nel 2021. Nel medio lungo termine un uso diffuso sposterebbe gli utenti da Google alla chat, almeno in teoria.  

Ritengo questo rischio abbastanza remoto nel breve termine, anche perchè Google è un brand globale con forte credibilità mentre ChatGPT deve diventarlo.

Tuttavia il NYT riporta che Google internamente ha chiesto di accelerare lo sviluppo e il lancio di nuovi prototipi e prodotti di intelligenza artificiale, sia testuali che grafici.

A mio parere Google può velocemente costruire il suo portafoglio di prodotti AI (esempio  LaMDA — Language Model for Dialogue Applications) e mettere fuori gioco il nuovo concorrente se la situazione si compromette.

Il secondo modo e forse più concreto oggi è l’impatto sulla qualità dei risultati di Google. 

Mi spiego. Con ChatGPT si possono quindi produrre testi generati da AI in pochissimo tempo. Molti si domandano se ciò costituisca un rischio di perdere il lavoro per migliaia di copywriter e giornalisti. La mia opinione è che cambierà il loro modo di scrivere e trovare velocemente ispirazione; tuttavia per ancora molto tempo occorrerà revisionare quello che l’intelligenza artificiale propone se si vuole un contenuto di qualità.

Quello che invece vedo è un rischio nella qualità dei risultati di ricerca in Google: sarà possibile e facile inondare il web di “pagine generate da ChatGPT“ che saranno indicizzate dai motori di ricerca. Queste pagine potranno essere create ad arte anche per generare delle fake news e combattere la guerra digitale della mala informazione. Da quello che vedo su Google News in USA la cosa è già partita.

Impatti per la SEO su Google

Google ha ben capito il rischio “perdita di qualità nei risultati” e con l’ultimo “Helpful Content Update” sta cercando di dare più visibilità ai siti con l’esperienza sul tema. 

Infatti l’acronimo E-A-T da poco è diventato E-E-A-T con la prima è che sta per Esperienza.

Forse torneremo a valorizzare l’esperienza dei provider di informazione ( oltre che il clickbait). Ne vedremo della belle.

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