L’evoluzione della ricerca verso risposte generate dall’intelligenza artificiale sta ridefinendo le metriche di visibilità digitale. Oggi non è più sufficiente monitorare ranking e traffico organico: occorre comprendere come i contenuti vengano citati all’interno delle risposte AI.
Con il report AI Performance di Bing Webmaster Tools, Microsoft introduce uno dei primi strumenti ufficiali per misurare la presenza dei contenuti all’interno di Copilot, degli AI Summary nelle SERP di Bing e delle integrazioni AI dell’ecosistema Microsoft.
Si tratta di un cambio di paradigma: non misuriamo più soltanto click e impression, ma citazioni come fonte autorevole nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
In attesa di strumenti analoghi strutturati in Google & Gemini, questo report rappresenta un primo benchmark concreto per chi lavora sulla GEO – Generative Engine Optimization.
Il report aggrega l’attività di citazione del tuo sito all’interno delle risposte AI generate da Microsoft Copilot, dai riassunti AI nelle SERP di Bing e da alcune integrazioni con partner. Non stiamo parlando di ranking tradizionale né di CTR: Qui misuriamo quanto spesso il tuo contenuto viene utilizzato come fonte dall’AI.
Le metriche principali sono tre:
Leggi approfondimento: AI Performance in Bing Webmaster Tools
La sezione più interessante del report è quella dedicata alle grounding queries. Non si tratta delle query esatte digitate dagli utenti, ma di frasi chiave aggregate che rappresentano i temi per cui il tuo contenuto viene recuperato e citato dall’AI.
Per esempio, se il tuo sito viene citato frequentemente in risposte relative all’energia solare, potresti vedere grounding queries come “energia solare”, “pannelli fotovoltaici” o “incentivi rinnovabili”. Il numero associato a ogni query indica la frequenza con cui il tuo contenuto è stato referenziato per quel tema.
Alcune precisazioni operative:
La sezione Pages mostra quali URL del tuo sito vengono citati più frequentemente.
Questa vista permette di:
1. Identificare i contenuti che l’AI considera più rilevanti come fonti
2. Confrontare l’attività di citazione tra pagine diverse
3. Capire come si distribuisce la visibilità AI all’interno del sito.
Un dato importante: il numero di citazioni non indica autorevolezza, ranking o importanza relativa della pagina nella risposta. Indica semplicemente la frequenza con cui quella pagina appare come fonte.
Il grafico temporale mostra l’andamento delle citazioni nel tempo, con range che vanno da 7 giorni a 3 mesi. I dati vengono aggiornati quotidianamente con un breve ritardo di elaborazione.
Le variazioni possono dipendere da molteplici fattori: cambiamenti nel volume delle domande degli utenti, aggiornamenti ai contenuti del sito, modifiche nei modelli AI o nei sistemi di retrieval.
È essenziale ricordare che il report mostra correlazioni temporali e non relazioni di causalità. Un calo successivo a un aggiornamento dei contenuti potrebbe coincidere con un’evoluzione del modello AI e non essere direttamente causato dall’intervento sul sito. L’analisi deve quindi essere prudente e sempre supportata da dati integrativi.
Il report presenta alcune limitazioni che vanno comprese per evitare interpretazioni errate.
I dati sono aggregati e campionati: non rappresentano un log completo di ogni citazione. Attività molto sporadiche potrebbero non emergere affatto. I totali possono differire leggermente tra le diverse viste del dashboard.
Le citazioni non equivalgono a traffico. Un contenuto può essere citato senza che l’utente clicchi sulla fonte. Questo rende la metrica complementare, non sostitutiva, delle analytics tradizionali.
Il report rispetta le direttive robots.txt: contenuti bloccati all’indicizzazione non compariranno nei dati AI Performance.
Partendo dai dati del report, alcune aree di intervento:
Tutti i dati sono esportabili in CSV ed Excel: grounding queries con conteggi di citazione, dati a livello di pagina, metriche temporali per date personalizzate. Questo permette analisi più approfondite, confronti tra periodi e integrazione con altri strumenti di reporting.
AI Performance rappresenta uno dei primi strumenti ufficiali per misurare la visibilità nei sistemi di risposta AI. Non sostituisce le metriche SEO tradizionali, ma le integra offrendo una prospettiva su come i contenuti performano in un contesto dove la risposta diretta sta progressivamente affiancando il click-through classico.
Per chi si occupa di GEO (Generative Engine Optimization), questo report diventa un punto di riferimento per validare strategie e identificare opportunità. L’importante è interpretare i dati per quello che sono: indicatori di tendenza e visibilità aggregata, non metriche di performance granulare.
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Alessandro Agostini è un imprenditore e divulgatore nel Digital Marketing dal 2011. Fondatore di AvantGrade.com (agenzia specializzata nella SEO su Google & AI applicata al marketing) e di Karma Metrix (1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web). Autore per Hoepli di diversi testi tra cui Trovare clienti con Google ( primo Italiano sulla SEO), formatore per diverse business school e relatore TED x.