ChatGPT Shopping è la più recente evoluzione del celebre chatbot di OpenAI: in pochi clic (anzi, in poche battute) l’utente ottiene schede prodotto con immagini, prezzi, recensioni e pulsanti “Compra ora”, senza uscire dalla conversazione e senza essere “disturbato” da annunci sponsorizzati. La novità, lanciata a fine aprile 2025, posiziona ChatGPT come un vero motore di ricerca–acquisti alternativo a Google, aprendo scenari inediti per chi vende online e per chi si occupa di SEO e performance marketing.
Annunciata il 28 aprile 2025, la funzione integra nella modalità “Search” di ChatGPT una vera e propria vetrina digitale: quando l’utente esprime intento d’acquisto, il chatbot restituisce una selezione organica di prodotti, attingendo a recensioni, forum e testate di settore, e memorizzando le preferenze personali per raccomandazioni sempre più precise.
A differenza di Google Shopping, l’ordine dei risultati non è influenzato da inserzioni a pagamento, almeno in questa fase di lancio; OpenAI ha infatti dichiarato di non monetizzare con ads né di percepire commissioni sui click-out, concentrandosi sulla qualità delle raccomandazioni e su potenziali modelli di affiliazione futuri.
Nel momento in cui il consumatore chiede, per esempio, “qual è la miglior macchina da caffè sotto i 200 €?”, ChatGPT elabora miliardi di ricerche settimanali e restituisce un carosello di schede prodotto corredate da:
Il sistema si basa su metadati strutturati (prezzo, disponibilità, valutazioni) forniti da feed terzi e su feedback in tempo reale degli utenti per affinare la pertinenza delle risposte. Il tutto parte con quattro macro-categorie — moda, bellezza, elettronica e articoli per la casa — destinate ad ampliarsi nei prossimi mesi.
OpenAI ha precisato che i risultati di ChatGPT Shopping sono “100 % organici” e basati su metadati strutturati, immagini e recensioni, senza alcuna inserzione sponsorizzata: un terreno di gioco livellato in cui vince chi cura feed ricchi e prezzi trasparenti.
Per i merchant questo significa ottimizzare attributi come titolo, descrizione, availability e rating, perché l’AI privilegia la completezza semantica dei dati e non il budget media. Gli editori che monetizzano con l’affiliazione guardano invece con apprensione alla nuova feature: se l’utente conclude l’acquisto dopo un click-out dalla chat, il passaggio intermedio sulle loro pagine può saltare, erodendo le commissioni.
OpenAI sta valutando modelli di revenue-sharing, ma non ha ancora divulgato i dettagli, lasciando gli operatori dell’informazione in un limbo regolatorio.
Per i team marketing la sfida è duplice. Da un lato serve presidiare un canale che intercetta query “top-funnel” con comparazioni e consigli, riducendo l’attrito in fase di consideration grazie a product card immediate e link diretti al checkout. Dall’altro lato occorre riscrivere creatività e copy in chiave dialogica, perché la conversazione sostituisce il classico elenco di risultati e penalizza descrizioni ridondanti o poco naturali.
La fiducia rimane infine un driver critico: sebbene gli utenti apprezzino la velocità e la personalizzazione, temono bias o “hallucinations”. Per questo OpenAI ha introdotto citazioni di fonte e badge visivi che chiariscono l’origine dei dati, una misura pensata per mantenere la trasparenza mentre la piattaforma sperimenta future forme di monetizzazione.
L’algoritmo quindi non si fonda su keyword match, ma sull’utilità percepita: prodotti con descrizioni esaustive, immagini di qualità e recensioni genuine salgono di ranking. Occorre quindi:
Questi elementi aumentano la probabilità che ChatGPT selezioni il vostro articolo o prodotto come risposta, mantenendo la coerenza del brand voice e la fiducia dell’utente.
Sì, la funzione è accessibile sia agli utenti registrati sia a chi utilizza ChatGPT senza account, direttamente nella modalità “Search”.
No. ChatGPT mostra i prodotti e, al click, reindirizza al sito del venditore dove avviene il pagamento e la gestione dell’ordine.
Per ora la selezione è 100 % organica: non sono previsti annunci né posizionamenti a pagamento, anche se OpenAI esplora modelli di affiliazione per il futuro.

Alessandro Agostini è un imprenditore e divulgatore nel Digital Marketing dal 2011. Fondatore di AvantGrade.com (agenzia specializzata nella SEO su Google & AI applicata al marketing) e di Karma Metrix (1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web). Autore per Hoepli di diversi testi tra cui Trovare clienti con Google ( primo Italiano sulla SEO), formatore per diverse business school e relatore TED x.