Dal clic agli stakeholder AI, intervista sulla GEO AI Search | Alberto di Mase, Geotab

 

Alberto Di Mase fa parte della classifica Top 100 manager vincenti 2019 e della classifica 2020 e 2022 dei migliori 100 marketing Director di ‘Forbes’ Italia.
Vanta una profonda conoscenza del settore della mobilità e della telematica, maturata grazie all’esperienza in importanti realtà italiane e internazionali. Attualmente, in Geotab ricopre il ruolo di Senior Manager, SMB Growth Markets AI Strategy (EMEA & APAC) e Country Marketing Manager Italia. In precedenza, prima dell’acquisizione da parte di Geotab, è stato Senior Country Marketing Manager Italia per Verizon Connect e Country Marketing Manager Italia per Visirun.

Con una solida esperienza in ambito marketing e una formazione che unisce Antropologia applicata all’analisi del comportamento del consumatore e Marketing strategico, Di Mase si occupa di trasformazione guidata dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di portare il “modello Italia” verso mercati internazionali ad alto potenziale (Growth Markets). La sua missione è integrare l’AI nei processi strategici per costruire architetture di domanda predittiva e modelli B2B Full-Funnel ad alta efficienza.

Per il nuovo libro di Ale Agostini “Essere la risposta”, abbiamo raccolto il punto di vista di Alberto Di Mase, per approfondire come l’AI stia ridefinendo customer journey, brand reputation e modelli organizzativi nel marketing contemporaneo.

Intervista Geo AI Search Alberto Di Mase

DOMANDA:

L’AI sta trasformando la ricerca da un elenco di link (SEO/SEM) a una risposta diretta e conversazionale. Come state ripensando la strategia di acquisizione e la customer journey, ora che il “clic” verso il sito web è meno centrale e la visibilità avviene spesso nell’interfaccia AI?

RISPOSTA: 

Si tratta di un cambiamento della logica alla base del design della customer journey: Sicuramente al centro dei messaggi che comunichiamo digitalmente resta ciò che è importante per chi deve acquistare il servizio: Priority Initiatives, Success Factors, Perceived Barriers e Decision Critiria delle persone per le quali la nostra Unique Value Proposition è stata progettata devono rimanere l’ossatura della customer journey, condita con la giusta dose di SEO KWs sennò non si ingaggia e non si vende, punto. Quello che cambia è che ora, un pezzo fondamentale diventa la strutturazione del contenuto che deve tenere conto di nuovi AI stakeholder: ci prendiamo cura dei contenuti in modo tale da far sì che siano “snackable” anche per i vai Gemini, ChatGPT ecc.


 

  1. Il nuovo “carburante” della Brand Reputation

 

DOMANDA:

Per tanti anni le aziende hanno speso molto in Google Ads per la famosa “brand reputation”. Quanto è importante la brand reputation nelle risposte AI?

RISPOSTA:

Più di prima. Il consumo di informazioni online sta diventando e diventerà sempre più rapido e le AI diventeranno sempre più la “fonte della verità”. Si passerà da una digital experience con una SERP dove ci sono i risultati della prima pagina che influenzano la reputazione, a una nuova experience più rapida e “autorevole” dove un unico risultato sarà sufficiente per raccontare la bontà o meno della reputazione di un marchio, prodotto, persona ecc. Uno scenario da “One Shot” brand reputation.

 


 

  1. La Riorganizzazione delle Risorse (Budget e Team)

 

DOMANDA:

Per 20 anni, i budget del digital marketing sono stati divisi soprattutto tra SEO, SEM e Social. L’AI rimescola le carte. Nella vostra organizzazione, come sta cambiando il mix di investimento nelle leve digitali? Cosa crescerà e perché?

RISPOSTA:

Senz’altro gli investimenti in strumenti basati su AI e GenAI sono una nuova opportunità, ma come spesso accade bisogna prendere le distanze dalla loro adozione a prescindere, sulla scia di questo macro trend. Si deve partire dagli use case, dai problemi che necessitano una soluzione o dalle opportunità che si possono cogliere, usando il metodo scientifico per un’implementazione e misurazione efficaci. Ma, più che sugli strumenti, il focus deve essere sulle persone: prima di tutto l’alfabetizzazione e la facilitazione dell’adozione di queste tecnologie, per far sì che non restino investimenti chiusi in un cassetto o che non vengano usati in modo non appropriato.

Ma non solo: è necessario creare dei veri e propri centri di eccellenza formati da persone altamente qualificate, grazie alle quali il management possa, da una parte comprendere la frontiera tecnologica e dall’altra visualizzare le opportunità di innovazione, che sia di processo o altro. Le persone non perderanno il lavoro a causa dell’AI ma a beneficio di altre persone che sanno governare l’AI.

 


 

  1. Visione a lungo termine AI generativa: opportunità e minacce

 

DOMANDA:

Ogni rivoluzione tecnologica crea nuovi leader e rende obsoleti altri. Guardando ai prossimi 3 anni, qual è la singola opportunità più dirompente che vedete in ambito digital legata all’AI generativa?

RISPOSTA:

In generale l’opportunità, finalmente, di avvicinare il più possibile alcuni aspetti che sono sempre stati agli antipodi: specificità vs scalabilità, velocità vs qualità. Fino ad ora, quando si parla di marketing, digitale o no, ci si trova davanti alla necessità di operare una scelta netta fra queste direttrici.

Sono convinto che, grazie alla AI gen, sarà invece possibile fare marketing e comunicazione in modo specifico ma scalabile, rapido ma di qualità il che sarà una grande opportunità per chi per primo saprà maneggiare tutto ciò e una disruption pesante per chi non coglierà questa opportunità in tempo.

Aggiungo un punto importante per chi fa strategia. Riguardate la vision che avevate strutturato perché, senza ombra di dubbio, andrà ripensata. Se la vision è ciò che ci aspettiamo come proiezione di un industry e delle relative abitudini di consumo nel futuro, come si può anche solo immaginare che l’AI gen non lo influenzerà? E attenzione ai bias del tipo “ma il mio settore è diverso, qui non succederà”, perché Nokia e Blockbuster sono dietro l’angolo se si ragiona così davanti a una vera e propria rivoluzione tecnologica che sta mostrando nient’altro che la punta dell’iceberg delle proprie potenzialità applicative.

Ale Agostini

Alessandro Agostini è un imprenditore e divulgatore nel Digital Marketing dal 2011. Fondatore di AvantGrade.com (agenzia specializzata nella SEO su Google & AI applicata al marketing) e di Karma Metrix  (1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web). Autore per Hoepli di diversi testi tra cui Trovare clienti con Google ( primo Italiano sulla SEO), formatore per diverse business school e relatore TED x.

AvantGrade.com AvantGrade.com — prima agenzia europea ad aver integrato servizi AI digital marketing— accompagna le aziende in questo cambiamento.
Agenzia SEO specializzata in AI: dalla GEO AI strategy, aiutiamo i brand a dominare le nuove piattaforme generative e a costruire una comunicazione data-driven, sostenibile e orientata al futuro.

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