Google Consent Mode V2: cosa cambia per la privacy online

Dopo l’entrata in vigore del nuovo Digital Markets Act Europeo, il rapporto tra privacy online e annunci pubblicitari è uno dei grandi temi su cui istituzioni e aziende si confrontano ogni giorno. Da una parte la tutela degli utenti, dall’altra gli interessi di grandi aziende come Google.

Proprio Google, dopo aver dato il via al progetto Privacy Sandbox, ha rilasciato la versione 2 del Consent Mode: un’evoluzione significativa nella gestione del consenso degli utenti che interesserà tutti coloro che operano nell’UE o nello SEE e sarà attiva dal 6 marzo 2024.

Capiamo quindi di cosa si tratta e come devono prepararsi le aziende e gli inserzionisti a questo cambiamento.

copertina articolo google consent mode v2

Perché la nuova versione è così importante

 

Se il 2023 è stato l’anno di GA4 che ha rivoluzionato il settore delle web analytics, il 2024 inizia con una novità altrettanto impattante: dal 6 marzo chiunque attivi campagne di remarketing basate su Google Ads, dovrà utilizzare una piattaforma certificata che gestisca la Consent Mode V2.

Se ciò non avviene, queste campagne non potranno più funzionare.

L’introduzione di questa tecnologia è una risposta diretta di Google alle nuove regolamentazioni europee che richiedono alle aziende di dimostrare come vengono raccolti i dati e quindi di garantire la conformità a tali normative.

Questa implementazione diventa quindi cruciale per ogni digital marketer poiché permette di mantenere elevati gli standard di trasparenza e responsabilità nella gestione degli utenti, mantenendo il focus e gli obiettivi delle strategie digitali messe in campo.

Cos’è la Google Consent Mode

 

Per capire di cosa si tratta, partiamo dalla definizione di Google: “La modalità di consenso ti permette di comunicare a Google lo stato del consenso all’uso dei cookie o degli identificatori di app concesso o meno dagli utenti. I tag modificano il loro comportamento e rispettano le scelte degli utenti.”

Per semplificare possiamo dire che se un utente clicca su un annuncio e successivamente compie un’azione, Google riceve alcune informazioni senza però memorizzare i dati personali. Ovviamente, se l’utente non compie alcuna azione, non verrà condiviso nessun tipo di dato. Questa soluzione assicura che i prodotti Google rispettino la scelta effettuata da chi naviga online, rimanendo sempre al passo con l’evoluzione delle norme sulla privacy.

Per implementare Google Consent Mode e con esso anche la V2, ci si può avvalere di un partner (CMP) certificato da Google . Questo passaggio iniziale facilita l’integrazione, consentendo di configurare i banner di consenso e assicurare che le scelte degli utenti vengano comunicate efficacemente a Google.

Come devono adeguarsi le aziende

 

Per adeguarsi alla versione V2 è necessaria l’implementazione di 2 nuovi indicatori in aggiunta ai flag già presenti:

  • ad_personalization: indica alle piattaforme Google se l’utente può essere utilizzato per il remarketing.
  • ad_user_data: indica se i dati personali dell’utente (crittografati con algoritmo irreversibile SHA256) possono essere utilizzati per pubblicità personalizzata.

Di base, se un utente non accetta o non ha ancora visto il banner dei cookie, questi due nuovi segnali saranno impostati come “denied“. Se invece l’utente accetta, saranno invece impostati come “granted“.

L’aggiornamento di questi parametri entro il 6 marzo 2024 è importante per garantire la conformità normativa.

Inoltre, le aziende devono considerare l’integrazione del nuovo parametro “CustomerMatchUserListMetadata.consent” per rispettare le normative sulla privacy nell’utilizzo delle Customer Match API di Google.

Qual è la distinzione tra Basic e Advanced Consent Mode?

 

Il Consent Mode può essere attivato in due modalità:

  • Basic: Il Consent Mode viene attivato solo quando l’utente fornisce il consenso per la profilazione. Nessuna informazione viene inviata alle piattaforme fino a quando l’utente non accetta la profilazione. In questa modalità, vengono raccolti meno dati, il che può ridurre l’efficacia del modeling utilizzato per calcolare e recuperare le conversioni degli utenti non profilati, influenzando di conseguenza l’ottimizzazione delle strategie.
  • Advanced: In questa modalità, vengono inviate alcune informazioni (aggregate e non identificative) anche senza il consenso esplicito dell’utente. Ciò consente di recuperare completamente i dati di conversione e, grazie all’uso del modeling, di garantire un’ottimizzazione più completa delle campagne pubblicitarie.

Se hai già la versione Advanced, è comunque necessario assicurarsi che Consent Mode sia aggiornato alla Versione 2 entro il 6 marzo 2024 e che comprenda i nuovi parametri.

Cosa succede se non implemento Google Consent Mode V2 dal 6 marzo 2024?

 

Se gli inserzionisti o le aziende con un sito web non implementano Google Consent Mode V2 entro il 6 Marzo 2024, rimarrà comunque possibile visualizzare le conversioni degli utenti che hanno acconsentito alla profilazione ma le campagne potrebbero subire gravi perdite.

Non saranno più utilizzabili infatti i dati alla base delle strategie di ottimizzazione delle campagne e gli utenti consensati non potranno essere utilizzati per il retargeting.

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