In un’era di trasformazione digitale, l’Intelligenza Artificiale (IA) sta diventando sempre più influente in numerosi ambiti, come nella sanità, nella mobilità urbana e nel marketing digitale. La sua rapida ascesa ha sollevato questioni etiche significative, rendendo necessaria una regolamentazione appropriata da parte dell’EU.
Proprio in questi giorni tra il 6 e il 9 dicembre 2023, L’Europa ha trovato un accordo iniziale sul regolamento AI Act, anche se è ancora in una fase preliminare. Si sta ora aspettando la versione finale del testo, che necessita di alcune rifiniture. Inoltre, la sua attuazione sarà in gran parte affidata a ciascuno stato membro e se tutto procede nel verso giusto sappiamo che entrerà in vigore tra due anni. Scopriamo in questo articolo cos’è AI Act, come funziona e cosa sarà permesso o proibito fare.
Immagine creata dal Dall-e su AI ACT
L’AI Act, o Regolamento sull’Intelligenza Artificiale dell’Unione Europea, è una proposta legislativa presentata dalla Commissione Europea nel 2021. Si tratta di uno dei primi tentativi a livello globale di regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) in modo olistico. L’obiettivo è garantire che le applicazioni di IA siano sicure, rispettino i diritti umani e siano eticamente responsabili. Il regolamento classifica le applicazioni di IA in diverse categorie a seconda del livello di rischio: inaccettabile, alto, limitato e minimo. Vediamoli insieme.
Il regolamento definisce quattro distinti livelli di rischio per le applicazioni di IA, ciascuno dei quali richiede un livello specifico di monitoraggio e controllo.
Nella sezione finale del documento, si introducono iniziative per promuovere l’innovazione e assistere le piccole e medie imprese (PMI). Inoltre, è previsto un regime di sanzioni per eventuali violazioni. Le multe variano da un minimo di 7,5 milioni di euro o l’1,5% del fatturato globale dell’impresa, fino a un massimo di 35 milioni di euro o il 7% del fatturato, a seconda della natura della violazione e delle dimensioni dell’azienda.”
Per le aziende che sviluppano AI, prepararsi all’AI Act è cruciale. Questo comporta l’adeguamento alle nuove normative e obbligazioni, tra cui audit continui e piani di valutazione tecnico-legali. È essenziale anche migliorare le competenze interne in AI attraverso formazione specifica.
Le aziende che vendono soluzioni AI devono aggiornare le loro Clausole Contrattuali Standard secondo le nuove norme. Per quelle che acquistano AI, è importante eseguire AI AUDIT per analizzare dettagliatamente gli acquisti e le relative implicazioni. In questo contesto, AvantGrade offre servizi di AI AUDIT, fornendo competenze tecniche e legali necessarie. È anche consigliabile familiarizzarsi con le Clausole Contrattuali Standard di settore, come quelle di Google, Amazon e ChatGPT.
Cosa è Proibito:
Cosa è Permesso:
È importante essere consapevoli che gli strumenti di intelligenza artificiale, come ChatGPT, possono raccogliere dati dai siti web senza fornire un compenso diretto, portando le aziende a diventare involontariamente complici di questo processo, specialmente se gestiscono siti di editoria online.
La prima cosa da fare è quindi decidere se e come BLOCCARE i BOT di AI come ad esempio ChatGPT (ma non solo).
Se il vostro reparto AI lo ha fatto, quando chiediamo infatti a ChatGPT di visitare un sito, usciranno due messaggi diversi in relazione al fatto che il bot sia stato bloccato o meno, come possiamo osservare in questa immagine:
Nell’analisi che segue, abbiamo esaminato diversi siti web appartenenti a grandi aziende, sia editoriali che non, e a istituzioni governative. I risultati, illustrati nella tabella sottostante, mostrano che, dei 16 siti analizzati, solo il 37,5% ha implementato misure per impedire a ChatGPT di utilizzare i loro contenuti per l’apprendimento automatico senza compensazione.
È interessante notare che tra i siti che non hanno bloccato l’accesso a OpenAI ci sono anche quelli di rilievo istituzionale, come il sito del governo italiano, quello del governo federale svizzero e perfino quello del Parlamento Europeo, che ironicamente è l’ente che ha promulgato l’AI Act. Questo evidenzia una certa discrepanza: sebbene l’AI Act sia stato adottato, sembra che ci sia ancora una mancanza di esperti in AI nelle istituzioni stesse.
Se hai bisogno di supporto per modificare bloccare ChatGPT dal tuo sito web o per conoscere più nel dettaglio i meccanismi dell’intelligenza artificiale contattaci per una consulenza, saremo felici di lavorare con te.