SEO per LinkedIn: ottimizza al meglio il tuo profilo

seo per linkedin

 

Che LinkedIn sia il social network ideale per trovare nuove occasioni di lavoro, ma anche per fare personal branding è qualcosa che negli ultimi tempi salta sempre più all’occhio. Ma non solo: è un social in cui è possibile creare relazioni valide, essere aggiornati su nuove tendenze e novità sul proprio lavoro purché si sappia costruire il feed giusto con una buona rete in grado di dare sempre ottimi spunti.

Purché questo avvenga, però, bisogna partire da un presupposto: essere su LinkedIn nella maniera “corretta” vuol dire curare il proprio profilo e i propri contenuti in modo da far capire agli altri quali sono le nostre competenze, i nostri valori e di cosa ci occupiamo. In ciò un ruolo fondamentale ce l’ha, oltre capire come funziona l’algoritmo di LinkedIn, la SEO. Sì, anche su LinkedIn. Visto che il social ha un suo motore di ricerca che somiglia molto a Google.

Vediamo quindi come migliorare il proprio profilo usando la SEO e come realizzare contenuti che si trovano facilmente e invitino gli altri a interagire.

Come fare SEO su LinkedIn? Inizia dal profilo

 

Il profilo è in effetti il biglietto da visita su LinkedIn. A volte, quando lo si crea lo si fa in maniera “sbadata”, inserendo una foto non adatta, non ottimizzando le informazioni sul badge (che è la parte che una persona vede di te quando ti cerca in mezzo a tante altre) e tanto altro ancora. Invece il profilo va creato in ottica SEO, già a partire dalle immagini, vediamo come in modo più approfondito.

Ottimizza immagine profilo e di copertina in ottica SEO

 

Cosa significa? Che prima di caricare la propria immagine di profilo e quella di copertina dovrai salvarle nel modo giusto.

Nel caso della foto profilo rinomina la foto utilizzando nome e cognome con trattino in mezzo o underscore, nel caso di quella di copertina dipende da cosa rappresenta. La foto cover infatti può essere:

  • una grafica in cui riporti le tue attività: in questo caso salvala così “social-media-marketing-Milano” (ovviamente è un esempio);
  • un evento in cui hai partecipato o che hai organizzato, e in caso salvala con il nome dell’evento;
  • una foto di te al lavoro e in questo caso salvata con nome + cognome e attività lavorativa.

Quanto alle dimensioni per le immagini su LinkedIn, utilizza 400×400 pxl per la foto profilo e per quella di copertina 1536 x 396 pixel.

Cura l’headline in ottica SEO

 

La SEO, però, è di maggiore aiuto nel badge ossia la parte che si vede di te quando una persona ti sta cercando su LinkedIn, sia che sia approdata al tuo profilo che ti trovi in mezzo ad altre persone e debba decidere se cliccare o no. I nostri consigli riguardano in particolare l’headline, ossia le prime 2-3 righe sotto la propria foto.

Consigli SEO per l’headline:

  • inserisci il tuo ruolo attuale o la tua professionalità, avvalendoti di tool per la SEO come Semrush, SEOZoom, ma anche Answer the Public, ma facendo ricerche anche su LinkedIn stesso che ha un suo motore di ricerca interno. Come? Cerca persone che fanno il tuo stesso lavoro e vedi cosa scrivono. Oppure cerca tra gli annunci di lavoro: le descrizioni del profilo richiesto possono essere di ispirazione.
  • non limitarti solo al ruolo/ruoli che ricopri ma usa parole chiave e argomenti correlati come per esempio i settori in cui lavori o alcune delle cose che realizzi. Potresti per esempio (come ho fatto io) parole chiave come “piani editoriali”, “contenuti”, “aziende”.

A tutto questo potresti decidere di aggiungere una mission purché sia breve oppure dire, in pochissime parole, come fai quelle determinate cose.

N.B.: Evita di limitarti solo al ruolo perché, qualora una persona cercasse su LinkedIn dei copywriter o dei SEO specialist, sempre per fare degli esempi, e questi comparissero uno accanto all’altro, avere un qualche elemento che ti distingue può portare al click!

Attiva il profilo creator e crea una CTA personalizzata

Da un po’ di tempo a questa parte, su LinkedIn si può decidere di “passare”al profilo creator, consigliato, per l’appunto, per chi realizza contenuti.

Come attivare il profilo creator? Ti basterà entrare nel tuo profilo, scorrere fino alla sezione “risorse” e mettere la modalità “creatore di contenuti” attiva.

Quali sono i vantaggi? Diversi, anche in ottica SEO. Il profilo creator, innanzitutto, consente di inserire un link con tanto di CTA: sì, si tratta di un backlink che può rimandare al tuo sito, al blog, a una pagina con i servizi, a un portfolio, a un presentazione, a uno speech.

Il consiglio è di personalizzare l’anchor text con una CTA anziché lasciare visibile il link. Qualche esempio?  “Scopri di più sul mio lavoro” oppure “Incontriamoci online” (qualora rimandassi a un appuntamento su Calendly) o tanto altro che faccia capire dove vuoi indirizzare la persona che sta visitando il tuo profilo.

Essere un creator consente, nella parte del badge, ossia sotto l’headline, di indicare fino a 5 argomenti (parole precedute da hashtag) in cui ci si sente particolarmente ferrati e che saranno “materia” dei post su LinkedIn. Per decidere quali, ti consigliamo di utilizzare il motore di ricerca interno di LinkedIn e fare il “matching” tra quello di cui vorresti parlare e come le persone lo cercano.

Da qualche tempo a questa parte, inoltre, è possibile anche impostare una pagina relativa ai servizi che offrite come freelance, ma anche come dipendenti.
Puoi indicarne massimo 5 che, per essere visibili, devono essere “condivisi” anche da LinkedIn. Cosa vuol dire? Che partendo da un elenco precompilato e in base ai servizi che offri, potrai indicare i 5 che ti rappresentano di più.

Altra cosa importante: ottimizza l’URL del tuo profilo. Ti basta andare sulla tua pagina e in alto a destra, sotto la lingua da impostare, troverai come modificare l’URL.

Scrivi il summary considerando la SEO

 

Il summary è una delle parti più importanti del profilo LinkedIn in cui la SEO conta tantissimo. In che senso?

Questa descrizione di te non deve tanto riportare le esperienze maturate nel corso degli anni – per quelle c’è lo spazio ad hoc – quanto raccontare chi sei e cosa fai, usando le esperienze in modo che emerga un fil rouge che le colleghi tutte. Per questo, oltre a una buona capacità narrativa – evitando di sciorinare frasi come “faccio questo”, “ho ottenuto quello”: troppo autoreferenziali! – il consiglio è di raccontare di te avendo ben chiaro a chi ti rivolgi e chi vorresti ti contattasse su LinkedIn e con quale intento. Vuole sapere chi sei e cosa fai, ossia fa una ricerca navigazionale perché ti conosce già? Oppure sta cercando una persona che fa il tuo lavoro ed è arrivata al tuo profilo? In questo caso l’intento è informazionale ma anche transazionale, ecco perché non sarebbe male mettere una CTA finale.

Ma prima di questo, il mio consiglio è di suddividere il testo in paragrafi dando aria ossia lasciando degli spazi bianchi ogni 4-5-righe.

Dai a ogni paragrafo un titolo che, se vuoi, puoi evidenziare mettendo degli emojii o scrivendolo in maiuscolo (anche se sul web equivale a gridare in questo caso, visto che non esistono gli H2 o H3, la cosa è tollerabile).

summary linkedin

Altro consiglio: usa frasi non troppo lunghe in modo che siano semplici da leggere e adotta un linguaggio chiaro e accessibile cosicché, anche chi non sa nulla del tuo lavoro, possa capire bene cosa fai. E ovviamente usa la parole chiave, qualora siano tutte anglosassoni e tu non possa farne a meno magari cerca di dare una definizione di quella competenza, di quell’esperienza ecc… Tutto ciò serve per far capire al lettore di cosa stai parlando e intercettare chi, non conoscendo la parola precisa, usa più termini per arrivare a quello che tu stai dicendo con uno solo.

Hai mai sentito parlare di ontologie laterali e SEO semantica? Vale anche su LinkedIn. Così come puoi usare sinonimi, co-occorrenze e inserire gli argomenti correlati.

Da ricordare: il summary ha una lunghezza di 2600 battute, spazi inclusi: a chi arriva sul tuo profilo sono visibili i primi 200, a meno che non decida di leggere di più quindi cura bene l’attacco.

Nel summary poi puoi inserire anche 5 skills, anche in questo caso valgono tutte le regole SEO: partendo dal lavoro e dal servizio che offri, cerca su LinkedIn quelle che ti descrivono di più oppure aiutati con un tool SEO per capire quali sono le skill collegate che le persone cercano/conoscono.

Racconta le esperienze lavorative considerando le keyword

 

Anche questo spazio può vedere la SEO protagonista. In che senso? Oltre a indicare quale ruolo hai ricoperto in un’azienda o come libero professionista e per quanti anni, il mio consiglio è di curare bene la descrizione – usando parole chiave – in cui racconti in cosa consistesse quell’attività e quali obiettivi sei riuscito a raggiungere.

LinkedIn, da qualche tempo, dà inoltre modo di aggiungere  le skills che hai sviluppato, fino a un massimo di 5. Anche qui, come per quelle indicate nel badge, non si può “inventare” ma si tratta di skill che devono essere “riconosciute” dal social.

Crea contenuti su LinkedIn in ottica SEO

 

L’ultima parte di questo articolo non poteva che essere dedicata ai contenuti su LinkedIn che, se hai deciso di passare al profilo creator, sono fondamentali. Ma anche se dovessi non optare per il profilo creator, i contenuti sono fondamentali. LinkedIn non è un cv online, ma richiede di partecipare attivamente alla vita del social e usarlo per fare personal branding, indubbiamente, ma anche per condividere quanto si sa, le proprie opinioni e interagire con gli altri.

Per far sì che tutto questo avvenga, il consiglio è di pubblicare post sugli argomenti che hai indicato (in alto nel badge, ricordi?) come di tua competenza.

Questo non vuol dire che ogni tanto non puoi spaziare su altro, ma che ci deve essere una linea editoriale, sì, proprio come in un giornale. Tale linea prevede oltre agli argomenti che vengono trattati, anche il come farlo e con quale tono di voce.

Piano e calendario editoriale

 

Tutto questo, pertanto, richiede che tu faccia una riflessione a monte su come vuoi gestire la tua presenza su LinkedIn e di conseguenza dia vita a un piano editoriale in modo da decidere quale tipo di contenuti postare (post + foto, carosello, sondaggi), la cadenza (anche a grandi linee), la quantità e a chi sono rivolti.

Tale “decisione” può essere scritta su un foglio di word, su un power point, su Google keep (solo per fare qualche esempio) e poi riportata in un excel o foglio Sheet (se siamo nel mondo Google) in cui realizzare un vero e proprio calendario editoriale. Cosa inserire?

  • Tipo di post (immagine singola, carosello, video);
  • Argomento da trattare;
  • Target da raggiungere;
  • Parole chiave da inserire;
  • Obiettivo da raggiungere;
  • Risultati ottenuti.

L’ultima voce, risultati, potrà esserti utile per tenere traccia dell’andamento del post, puoi annotarti impression, numero di interazioni e commenti a una settimana e poi a un mese dalla pubblicazione e capire se effettivamente questo tipo di post funziona. Inoltre, potrei farti un’idea di quali siano orario e giorno più “proficui” per te.

Come scrivere i contenuti

 

Quanto ai post, con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo, LinkedIn ha fatto capire che “spingerà” quelli ritenuti utili e indirizzati a un pubblico ben preciso e farà in modo che a vederli siano i tuoi follower, ecco perché perché è importante avere un piano editoriale con contenuti interessanti e pertinenti. Ma non solo: conta molto scriverli tenendo conto della user experience.

Cosa significa? Che l’ideale è iniziare con attacco che sia una domanda o un’affermazione che poi venga spiegata nel corso del post o, se si sta raccontando una case history, magari iniziare dalla fine ossia dal risultato raggiunto per poi ricostruire quanto è successo.

Nello scrivere si possono usare parole chiave, si possono prediligere frasi brevi, si può suddividere il testo in paragrafi, usare le emoji (senza esagerare!) e tutto quello che renda il testo più appetibile.

Da sapere: i post ormai hanno una lunghezza di 3mila caratteri, ma non c’è bisogno di usarli tutti. Un testo che funziona è sui 1200-1500 caratteri, lunghezza che sembra molto apprezzata.

Un discorso a parte merita, LinkedIn publishing, dove ci si può dedicare ad approfondimenti con articoli, con tanto di immagini, link, blockquote, H2, H3 ecc…, che sono simili a quelli di un blog. Tant’è che publishing è il blog di LinkedIn che funziona molto in ottica SEO: capita spesso che in base a una determinata ricerca, i motori propongano come risposte proprio gli articoli di LinkedIn.

Anche qui, però, occorre non lasciare nulla al caso e utilizzare un calendario editoriale.

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Articolo scritto da Cristina Maccarrone.

Cristina Maccarrone è giornalista, content strategist, SEO copywriter e formatrice. Siciliana trapiantata a Milano scrive di digitale, lavoro, diritti e welfare. Ama la pizza, chiacchierare, girare la città in bicicletta e leggere libri, rigorosamente di carta.

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