Aggiornamento 3 Settembre 2025: la decisione antitrust in USA ha risparmiato a Google le sanzioni strutturali più severe, preservando l’accordo di motore di ricerca default Apple, accordo del valore di 3 miliardi di dollari all’anno con Apple. Le misure comportamentali impongono a Google di condividere dati anonimi con rivali come Microsoft, favorendo la concorrenza AI mantenendo il focus sulla crescita cloud/AI
*************************************************************************************************
Dopo oltre vent’anni in cui Google è stato il motore di ricerca predefinito su Safari, Apple sta considerando di cambiare rotta. Eddy Cue, un dirigente di Apple, ha dichiarato che ad aprile 2025 le ricerche tradizionali su Safari sono diminuite per la prima volta dal 2003, con gli utenti che preferiscono ora sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT.
Questa notizia arriva in un periodo in cui il settore tecnologico sta vivendo un momento difficile: l’indice S&P 500 è in calo a causa della vendita massiccia di titoli tech, Alphabet (la società madre di Google) ha perso quasi il 10% del suo valore e Apple ha visto un calo del 2,5% a causa del timore di una riduzione dei pagamenti che riceve da Google per le ricerche (circa il 36% dei guadagni da ricerca mobile).
Inoltre, a causa di un’indagine antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Apple sta valutando l’uso di motori di ricerca basati su intelligenza artificiale di aziende come OpenAI, Perplexity, Anthropic, DeepSeek e xAI. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ricerca che rispetti maggiormente la privacy degli utenti e che utilizzi la potenza di calcolo dei chip Apple Silicon per elaborare le ricerche direttamente sul dispositivo.
Queste notizie hanno causato forti reazioni nei mercati finanziari. In particolare, l’8 maggio 2025 si è osservato:
Se la maggior parte del traffico che genera vendite per un’attività proviene da dispositivi Apple, la decisione dell’antitrust prevista per l’estate del 2025, che potrebbe portare alla fine anticipata dell’accordo tra Apple e Google, potrebbe causare la perdita completa di quel canale di vendita da un giorno all’altro. (fonte: Reuters)
Il 9 giugno 2025, si avrà un’anteprima dei cambiamenti con la possibilità di provare la versione beta di Safari che include la ricerca basata su intelligenza artificiale e un’interfaccia utente conversazionale. Infine, il quarto trimestre del 2026 rappresenta la scadenza naturale del contratto tra le due aziende, a meno che la decisione dell’antitrust non modifichi prima la situazione.
Come mostra la classifica delle Top Free Apps su iPhone negli Stati Uniti (aggiornata al 7 maggio 2025 e riportata nell’immagine qui sotto), ChatGPT occupa la prima posizione, davanti a Threads e – fatto ancor più emblematico – all’app Google, ferma al terzo posto. Il primato non è episodico: già a marzo l’app di OpenAI aveva scalzato TikTok e Instagram in tutto il mondo.
Questa leadership testimonia il crescente spostamento degli utenti verso strumenti di ricerca conversazionale basati su IA e potrebbe aver spinto Apple ad accelerare l’adozione di un motore proprietario “AI-first”, riducendo la dipendenza da Google per intercettare un comportamento che, nei fatti, gli utenti iOS stanno già premiando.
L’avvento delle AI conversazionali in Safari sta cambiando radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con i contenuti online. Invece del tradizionale elenco di link, i modelli generativi restituiscono risposte sintetiche e contestualizzate che riassumono le informazioni più rilevanti, spesso senza mostrare direttamente la pagina sorgente.
Per le agenzie di marketing digitale questo significa ripensare l’approccio SEO: non basta più ottimizzare il ranking, ma diventa essenziale strutturare i contenuti in modo che Applebot – il crawler proprietario di Cupertino – possa interpretarli correttamente. Ciò implica l’adozione di formati strutturati, come ad esempio le tradizionali FAQPage affinché Siri, Spotlight e le future interfacce conversazionali possano estrarre automaticamente titolo, domanda e risposta, migliorando la visibilità del brand.
Tuttavia, potrebbe non essere sufficiente perchè l’ottimizzazione per i motori generativi (la GEO) è un processo complesso che richiede competenza su moltissimi fattori, necessita un cambiamento radicale ed immediato nella strategia digitale per l’azienda e notizie come queste, devono smuovere i processi aziendali verso una nuova direzione, oramai sempre più obbligatoria.
La transizione verso un paradigma di ottimizzazione per la GEO (Generative Engine Optimization), impone un cambio di mentalità per tutte le agenzie che operano nel digitale e le aziende che usano il marketing digitale per veicolare le vendite.
Verificare che non ci siano errori di crawling o di indicizzazione da parte degli Applebot e l’implementazione di markup avanzati, dovrebbero garantire che le informazioni chiave possano essere estratte e presentate dalle interfacce conversazionali con la massima precisione.
Inoltre, mantenere un monitoraggio costante, con dashboard che distinguano il traffico proveniente da Safari/iOS da quello degli altri browser, per comprendere in tempo reale l’impatto delle novità di Apple in futuro, permetterà di prendere decisioni migliori e data-driven.
Solo adottando un approccio proattivo e flessibile le agenzie potranno guidare i propri clienti con successo nella nuova era della ricerca online dominata dall’intelligenza artificiale.

Alessandro Agostini è un imprenditore e divulgatore nel Digital Marketing dal 2011. Fondatore di AvantGrade.com (agenzia specializzata nella SEO su Google & AI applicata al marketing) e di Karma Metrix (1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web). Autore per Hoepli di diversi testi tra cui Trovare clienti con Google ( primo Italiano sulla SEO), formatore per diverse business school e relatore TED x.