AI nella pubblicità: Google ADS e Meta ADS

L’intelligenza artificiale rappresenta il leitmotiv degli ultimi anni e probabilmente sarà una tematica centralissima anche negli anni a venire. Le innovazioni che le AI stanno apportando sono trasversali a diversi settori e non fa, eccezione, ovviamente il digital marketing.

In questo approfondimento, faremo il punto sullo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale con riferimento in particolare alle Google ADS e alle Meta ADS (Facebook e Instagram). Si tratta infatti degli ecosistemi che ad oggi veicolano una parte consistente del traffico delle campagne di marketing online.

Incentreremo poi l’ultima sezione su alcuni brevi consigli su come utilizzare ChatGPT come ausilio per le nostre campagne di advertising su Google e Meta. Stanno nascendo tantissimi tool che aiutano nella gestione delle campagne di marketing online, il progetto OpenAI però resta ancora ad oggi, per certi versi, la “nave madre” degli strumenti basati sull’AI (almeno per quanto riguarda il web).

Considerazioni preliminari su AI e pubblicità

 

Prima di addentrarci nel mondo di AI e Google ADS/Meta ADS, vorremmo fare alcune considerazioni preliminari di contesto:

  • L’evoluzione delle AI è talmente rapida che inserzionisti e marketer non possono prescindere dall’aggiornamento continuo.
  • Le AI per le campagne di advertising sono un ausilio, non una “panacea a tutti i mali”. L’importanza di una corretta strategia di marketing resta essenziale (e rimane a carico della mente umana).
  • Le AI, allo stato attuale, non sono una minaccia alle professionalità sul web. Certamente però comportano uno shift verso una maggiore specializzazione.
AI nella pubblicità

AI e Google ADS

 

L’AI è sta diventando fondamentale per le Google ADS, supportando gli inserzionisti nel massimizzare tempo e investimenti (in modo graduale già da alcuni anni).

Dalle funzionalità di Smart Bidding ai prodotti completamente alimentati dall’AI come Performance Max, l’intelligenza artificiale guida lo sviluppo del motore di ricerca di Mountain View (per non parlare poi del progetto Google Gemini che promette performance stupefacenti).

Facciamo una panoramica di alcuni utilizzi dell’artificial intelligence sulla piattaforma Google ADS, premettendo che alcune novità o feature potrebbe essere al momento disponibili ancora solo negli Stati Uniti.

AI Google ADS

Esperienza conversazionale con le chat

 

La gestione della complessità delle campagne pubblicitarie è stata notevolmente semplificata grazie all’introduzione di un’esperienza conversazionale basata sull’IA all’interno di Google ADS.

Questa innovazione permette agli inserzionisti di interagire con la piattaforma in modo intuitivo, utilizzando il linguaggio naturale per avviare e ottimizzare le campagne pubblicitarie.

Attraverso una semplice conversazione, gli utenti possono ora inserire la pagina di destinazione preferita e lasciare che l’AI di Google riassuma il contenuto della pagina, generando automaticamente parole chiave, titoli, descrizioni, immagini e altri asset pertinenti per la campagna.

Lo scopo di questa funzionalità è quello di ridurre il carico di lavoro degli inserzionisti, e migliorare l’efficacia delle campagne, combinando l’esperienza umana con l’efficienza dell’AI.

Inoltre, l’introduzione di asset creati automaticamente (ACA) per gli annunci di ricerca, che utilizzano il contenuto delle pagine di destinazione e degli annunci esistenti per generare titoli e descrizioni, sarà presto oggetto di potenziamento da parte dell’AI generativa per creare e adattare gli annunci di ricerca in modo ancora più efficace in base al contesto di una query.

Approfondiremo ulteriormente sotto il discorso dell’uso dell’artificial intelligence per gli asset pubblicitari di Google.
 

Incremento della creatività con Performance Max

 

Performance Max rappresenta una delle iniziative più significative, degli ultimi anni, di Google nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alle campagne pubblicitarie.

L’introduzione dell’AI generativa in Performance Max mira a semplificare ulteriormente la creazione e la personalizzazione degli asset pubblicitari, consentendo agli utenti di generare in pochi clic asset personalizzati di testo e immagini.

Con Performance Max, gli inserzionisti devono semplicemente fornire l’URL del proprio sito web, e l’AI di Google inizierà ad apprendere tutto ciò che riguarda il brand per popolare la campagna con asset pertinenti.

Questo strumento “promette” agli inserzionisti di ottenere una media di conversioni di gran lunga superiore. Bisogna però fare delle considerazioni su questo tipo di campagne:

  • I dati mostrano come l’efficacia delle Performance Max dipende molto dallo storico disponibile a Google per “far lavorare” l’intelligenza artificiale.
  • Campagne che magari preformavano male, non necessariamente migliorano le performance con l’utilizzo di Performance Max (anzi, non sono rari i casi in cui si assiste invece a una crescita della spesa, non tradotta in una crescita delle conversioni).
  • Bisogna usare le Performance Max all’interno della propria strategia di marketing, che quindi deve essere ragionata preventivamente.

Vedi anche la guida a Performance Max.
 

Utilizzo dell’IA per annunci di ricerca reattivi

 

Torniamo a vedere il discorso dell’uso dell’AI per gli asset pubblicitari. Questo processo consente di fornire annunci altamente pertinenti che si adattano ai mutamenti nei comportamenti dei consumatori.

Recentemente, Google ha introdotto modifiche per aumentare la flessibilità degli annunci di ricerca reattivi, consentendo loro di mostrare un solo titolo quando ciò è previsto per migliorare le prestazioni.

Questa innovazione si basa sulla constatazione che, in determinati contesti e query, un singolo titolo può essere più efficace. Per supportare gli inserzionisti nel migliorare le prestazioni dei loro annunci, ora è possibile che gli annunci di ricerca reattivi mostrino un titolo all’inizio delle linee di descrizione, aumentando così la possibilità di catturare l’attenzione dell’utente e migliorare il CTR.

Per offrire agli inserzionisti una visione più chiara su come i loro annunci vengono visualizzati, Google mette a disposizione il rapporto sulle combinazioni, che mostra la frequenza con cui gli annunci vengono mostrati con un singolo titolo o con un titolo all’inizio delle linee di descrizione.

Se gli asset sono ancorati a posizioni specifiche, come la prima posizione del titolo o la prima posizione della descrizione, continueranno a essere visualizzati nelle loro posizioni designate ogni volta che gli annunci vengono serviti, garantendo così la coerenza e l’efficacia della comunicazione pubblicitaria.

La facilità di aggiungere titoli e descrizioni è stata ulteriormente migliorata con l’introduzione di titoli e descrizioni a livello di campagna. Questa funzionalità permette agli inserzionisti di applicare lo stesso messaggio promozionale a tutti gli ad group di una campagna, ideale per evidenziare vendite o eventi speciali che interessano l’intera campagna.

Con la possibilità di programmare date di inizio e fine specifiche per questi asset, oltre alla possibilità di ancorarli a posizioni specifiche, gli inserzionisti possono ora gestire le loro campagne con una maggiore personalizzazione.
 

Mostrare gli asset con le migliori prestazioni per ogni query

 

Anche la capacità di mostrare gli asset più performanti per ogni specifica query di ricerca rappresenta un ulteriore salto qualitativo nell’ottimizzazione delle campagne d’advertising su Google Ads. Quando un inserzionista sceglie di attivare gli asset automatizzati a livello di account, l’AI di Google entra in gioco, creando e selezionando asset che, in base alle previsioni, migliorano le prestazioni dell’annuncio.

Questo processo dinamico assicura che ogni utente venga raggiunto con il messaggio più pertinente e coinvolgente possibile, aumentando così le probabilità di conversione.

In passato, gli asset manualmente creati, come immagini, sitelink, callout o snippet strutturati, avevano la precedenza sui loro corrispettivi automatizzati. Tuttavia, per massimizzare l’engagement e l’efficacia degli annunci, Google ha ora reso gli asset dinamici idonei a essere mostrati insieme o al posto degli asset manuali quando si prevede che ciò porterà a un miglioramento delle prestazioni.
 

AI nell’advertising di Google ADS lato utente

 

Finora abbiamo parlato dell’uso dell’AI all’interno della piattaforma Google ADS (quindi lato inserzionista), ma anche lato utente, fruitore delle ADS, le innovazioni dell’intelligenza artificiale sta portando dei cambiamenti verso una maggiore complessità e personalizzazione.

Con l’avvento di queste tecnologie, gli annunci pubblicitari diventano infatti non solo più pertinenti ma anche più personalizzati, adattandosi in modo dinamico alle esigenze informative e commerciali degli utenti.

La nuova Esperienza Generativa di Ricerca (SGE), disponibile in Search Labs, è un esempio lampante di come l’AI possa trasformare il modo in cui gli annunci vengono integrati e presentati all’interno delle esperienze di ricerca (e non solo gli annunci, ma anche tutta la parte organica, con un impatto significativo anche sulle attività SEO).

Nel corso dei prossimi mesi, Google sperimenterà l’integrazione di annunci di ricerca e shopping direttamente all’interno delle istantanee potenziate dall’AI e della modalità conversazionale. Questo approccio innovativo prevede anche l’esplorazione di nuovi formati pubblicitari nativi della SGE, che utilizzano l’AI generativa per creare annunci di alta qualità, pertinenti ad ogni fase del percorso di ricerca dell’utente.

Si tratta di un argomento molto ampio, complesso e in divenire (per approfondire, vedere anche questo approfondimento).

AI e Meta ADS

 

Facciamo ora il punto di alcune delle innovazioni apportate dall’AI all’interno dell’ecosistema Meta (con riferimento all’advertising in piattaforma).

AI Facebook/Meta

AI per le ADS su Meta: alcune feature

 

Le recenti innovazioni introdotte da Meta nel campo dell’advertiser sfruttano l’intelligenza artificiale per offrire strumenti avanzati agli inserzionisti, migliorando significativamente l’efficacia delle loro campagne.

Vediamone alcune:

  • Background generation: questa funzionalità utilizza l’intelligenza artificiale per creare automaticamente diversi sfondi che affianchino le immagini dei prodotti degli inserzionisti. Ciò permette una personalizzazione maggiore delle creatività, adattandole a diversi pubblici e migliorando l’engagement degli utenti. Gli inserzionisti possono così esplorare vari “contesti” per i loro prodotti senza il bisogno di risorse aggiuntive lato grafico.
  • Image Expansion: adattare le creatività ai vari formati richiesti dalle diverse piattaforme può essere problematico e dispendioso (in termini di tempo e risorse). Image Expansion risolve questo problema, regolando automaticamente le dimensioni delle immagini per adattarle a formati diversi, come il Feed o i Reels, garantendo una certa coerenza visiva.
  • Text Variations: la funzionalità di Text Variations sfrutta l’IA per produrre diverse versioni del testo pubblicitario a partire da una copia originale fornita dall’inserzionista. Questo permette di testare varie formulazioni e di individuare quelle che performano meglio, ottimizzando la portata e l’efficacia dell’annuncio.

Queste innovazioni non solo ampliano le possibilità creative degli inserzionisti, ma offrono anche soluzioni pratiche per superare alcune delle sfide più comuni nella gestione delle campagne d’advertising su Meta.
 

Il progetto Meta Lattice di Meta ADS

 

Il progetto Meta Lattice rappresenta una delle iniziative più ambiziose di Meta per sfruttare l’intelligenza artificiale al fine di rivoluzionare il sistema delle sue piattaforme pubblicitarie.

Questo modello di architettura avanzata è stato progettato per apprendere e prevedere le performance degli annunci pubblicitari attraverso un’ampia varietà di set di dati e obiettivi di ottimizzazione, superando i limiti dei modelli precedenti che operavano in maniera più isolata e meno efficiente.

Meta Lattice utilizza una struttura ad alta capacità che permette al sistema pubblicitario di Meta di comprendere concetti e relazioni nei dati in modo più ampio e profondo.

Questo è reso possibile grazie all’ottimizzazione congiunta di un gran numero di obiettivi, che migliora le performance degli annunci su tutte le superfici pubblicitarie di Meta, come Feed, Stories e Reels, e per vari obiettivi degli inserzionisti, come clic, visualizzazioni video e conversioni.

I vantaggi offerti da Meta Lattice:

  • Miglioramento delle performance: grazie alla sua architettura avanzata, Meta Lattice è in grado di migliorare le performance del sistema pubblicitario.
  • Efficienza dell’AI: la gestione e l’avanzamento di modelli più potenti rendono il sistema pubblicitario più agile nell’adozione di future innovazioni AI, generando potenziale maggiore valore per gli inserzionisti.
  • Adattabilità al contesto: meta Lattice è progettato per performare efficacemente anche in un ambiente pubblicitario in divenire, dove l’accesso ai dati può essere limitato anche a causa delle nuove regolamentazioni sulla privacy.

ChatGPT per l’advertising online

 

Concludiamo questa panoramica sul mondo AI e la pubblicità online con alcuni consigli su come servirsi della potenza di un tool come ChatGPT, per raccogliere dati, ottimizzare percorsi e “tirar fuori” degli spunti su come migliorare le proprie campagne su Google e Facebook o Instagram.

  • Analisi di mercato: ChatGPT può essere d’ausilio in sede d’analisi di un dato mercato, fornendo dati e informazioni (facciamo presente però come il tool sconta ancora una certa latenza nell’aggiornamento delle informazioni).
  • Raccolta dati: grazie a ChatGPT si può risparmiare tempo nella raccolta di dati o statistiche (aspetti che possono richiedere anche molto lavoro se fatti “manualmente”)
  • Generazione copy: ChatGPT può assistere nella creazione di testi pubblicitari, generando variazioni di annunci persuasivi e creativi (da questo punto di vista è fondamentale fornire al tool una base informativa nel prompt).
  • Parole chiave: ChatGPT può aiutare a identificare e suggerire keyword rilevanti. Analizzando i testi degli annunci e i contenuti correlati al prodotto, il tool OpenAI può proporre una lista di parole chiave potenzialmente efficaci per migliorare la visibilità degli annunci e il targeting del pubblico.
  • Ausilio lato coding: ChatGPT può essere un valido alleato anche per la sintassi di eventuale codice basilare che può servire in sede di creazione di funnel o altri strumenti di marketing.
  • Ottimizzazioni delle campagne: il tool OpenAI può fornire input interessanti in sede di perfezionamento e ottimizzazione delle performance di una campagna in essere (magari sottoponendogli dati e report).

Vedi anche come migliorare la SEO con ChatGPT.

Conclusioni su AI e advertising online

 

Qualsiasi approfondimento sul mondo dell’AI rischia di risultare obsoleto in pochissimo tempo. Ci sono però alcuni spunti che si possono trarre, in generale, sull’impatto dell’AI con particolare riferimento a Google e Facebook/Meta.

  • Le AI permettono di semplificare alcuni setting lato inserzionista, fornendo spunti e facendo risparmiare tempo (si veda il discorso sopra sulla compilazione delle ADS su Google).
  • Le AI richiedono un’ottica di costante aggiornamento, sia a livello di nuove feature, sia a livello di una maggiore professionalizzazione.
  • Le AI rivoluzioneranno il mondo del digital marketing andando probabilmente a “sostituire” le mansioni meno specializzate (nel primo periodo).
  • Le AI contribuiranno (lo stanno già facendo) a rivoluzionare le SERP di Google, sia organiche, sia a pagamento.
  • Una oculata strategia di marketing resta essenziale per il successo di un business e quest’ultima al momento non si può demandare alle AI (almeno non nella totalità).

Se ti serve aiuto su come utilizzare o integrare l’intelligenza artificiale nelle tue campagne di marketing, fissa una call e parlaci dei tuoi obiettivi.

Spread the love