Diritto all’oblio: come pulire la SERP di Google

Alice Tarantola
11 Ottobre 2019

Le nuove tecnologie messe a nostra disposizione, hanno reso semplice la pubblicazione di nuovi contenuti sul web, anche se non si è degli esperti del settore. Questi contenuti, però, possono essere considerati negativi o andare ad attaccare la reputazione online di un singolo o di un’azienda.

Quando questo accade, il diretto interessato ha la necessità di intervenire per evitare che queste notizie possano intaccare negativamente la propria reputazione, sia online che offline. È sufficiente un articolo o una parola messa nel punto sbagliato per creare situazioni spiacevoli. Le notizie negative possono apparire non solo nella SERP (pagina dei risultati di un motore di ricerca) ma anche nelle ricerche correlate, ovvero ricerche che sono concettualmente connesse alla parola chiave digitata, si trovano nella sezione in basso della SERP in blu . 

Le notizie negative possono apparire anche come suggerimenti mentre stiamo digitando (Google suggest). Questo permette di raggiungere facilmente ogni tipo di notizia, come ad esempio vecchi articoli che fanno riferimento a problemi con la giustizia.

Come cancellare le notizie da Google 

Se desideri ottimizzare la tua brand reputation rimuovendo i risultati di ricerca che appaiono su Google riguardo la tua azienda o sulla tua persona, è possibile inviare una richiesta di rimozione direttamente al motore di ricerca.  Attenzione: Google non elimina tutti i risultati ma effettua una selezione.

Vengono eliminati definitivamente:

  • dati sensibili e informazioni con alto rischio di furto d’identità, frode finanziaria, ecc (esempio numero della carta di credito)
  • immagini pedopornografiche

Google elimina altri tipi di contenuto attraverso una richiesta legale valida (esempio violazione del copyright). Se il contenuto che si desidera eliminare non rientra in queste casistiche, il portale di ricerca consiglia di contattare direttamente l webmaster e chiedergli con gentilezza di cancellare o modificare il contenuto incriminato.

Google consiglia quest’ultima opzione perché, anche se il contenuto viene rimosso, è possibile ritrovarlo e condividerlo ad esempio sui social attraverso l’URL. Ricorda: i contenuti sono presenti su internet anche se Google non li approva. Se il diritto all’oblio non porta necessariamente alla cancellazione definitiva del contenuto e il webmaster non è propenso a modificare la notizia pubblicata, si può fare un lavoro di SEO per mettere in luce gli aspetti positivi come premi vinti, carriera, ecc..

Ricorda: le notizie più rilevanti si trovano nella prima pagina di Google; per migliorare una reputazione sarà necessario spostare le notizie negative verso le pagine successive in modo tale da creare una “vetrina d’impatto e positiva”.

Diritto all’oblio: facciamo un po’ di chiarezza

Google non ha l’obbligo di eliminare definitivamente i contenuti al di fuori dell’Unione Europea: tutti quei contenuti ritenuti “negativi” nell’UE, non saranno visibili in Europa ma potranno essere comunque visualizzati all’estero.  Il diritto all’oblio è stato sancito nel 2014 dalla Corte di giustizia e quest’anno questa sanzione è stata inserita nel Gdpr (Regolamento generale sulla protezione dei dati). I risultati non cambieranno in base al dominio ma in base alla localizzazione.

Se ad esempio si digita google.com o google.ca in Italia, i risultati saranno identici a quelli mostrati su google.it.  Per visualizzare altre notizie sarà necessario essere fisicamente fuori dall’Europa.

Vorresti migliorare la tua reputazione online? Leggi l’articolo sulla web reputation e scopri come ottimizzare la tua reputazione sui motori di ricerca.

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