Sapere fare un SEO Report che contenga i principali indicatori di performance (KPI) idonei a valutare la qualità di un progetto web, è il primo passo nell’analisi della strategia SEO che hai implementato sul tuo sito. Con i dati che contiene è possibile capire non solo la performance sui motori di ricerca, ma anche come i contenuti vengono cercati – e trovati – dagli utenti.
In questo articolo analizzeremo l’importanza di un SEO Report e del suo contenuto per comprendere quali sono i KPI SEO più importanti.
Dunque, se stai cercando qualcuno che possa spiegarti come creare e interpretare correttamente un Report SEO con tutte le sue metriche più importanti, sei nel posto giusto, ti basterà continuare a leggere!
Un SEO Report è un documento dettagliato elaborato da esperti di digital marketing o specialisti di SEO che raccoglie e analizza una serie di dati e parametri essenziali per valutare il posizionamento di un sito web nei motori di ricerca. Spesso le informazioni contenute in un SEO Report sono prevalentemente basate sull’indice di Google, che domina il mercato globale della ricerca online.
Questo report non si limita a fornire una semplice raccolta di dati, ma include grafici, tabelle e testi che descrivono e spiegano il lavoro svolto in un determinato periodo. La sua funzione principale è quella di elencare, descrivere e argomentare le azioni intraprese e i risultati ottenuti, offrendo così un’analisi approfondita e contestualizzata che va oltre la semplice sintesi riassuntiva.
In ogni analisi i vari KPI (Key Performance Indicator, Indicatore chiave di prestazione in italiano) possono variare in relazione al cliente, tuttavia ci sono parametri basilari che devono essere necessariamente presenti in questo tipo di report. Sebbene non esista un modello standard di SEO Report, ti elencheremo in questo paragrafo i KPI che non potranno mai mancare.
Le sessioni totali rappresentano il numero complessivo di visite che un sito web ha ricevuto in un determinato periodo di tempo, che può essere annuale, mensile o giornaliero. Ogni sessione inizia quando un utente accede al sito e si conclude dopo un periodo di inattività o al termine di una specifica interazione.
Le sessioni totali sono importanti perché danno una rilevazione precisa di quanti utenti visitano un sito e questo influenza direttamente conversioni (acquisizione di contatti, vendite, ecc.) oppure, nel caso di siti di carattere editoriale, gli introiti pubblicitari dati dalla pubblicazione di annunci/spot video. Il dato serve in prima istanza per capire la presenza online di un sito e, successivamente, per determinare cali o aumenti di traffico in seguito ad attività SEO, update degli algoritmi di ricerca, attività di marketing, pubblicità o altro.
Le sessioni organiche indicano il numero di visite ottenuto attraverso i motori di ricerca. Si tratta di tutte quelle sessioni generate da attività di ricerca degli utenti che, poi, hanno cliccato sui risultati e sono atterrati sul sito di riferimento.
Il volume del traffico in entrata di un sito web è molto semplicemente la cartina al tornasole della tua attività online. Esso rispecchia se stai lavorando nel modo giusto in quanto è (quasi) sempre il risultato di una corretta strategia basata sulle parole chiave posizionate e sugli intenti di ricerca che si è riusciti a soddisfare. Questo importante KPI è il primo indice di salute a cui prestare attenzione quando si legge un Report SEO.
Le sessioni organiche sono importanti perché restringono ancora di più le rilevazioni di traffico: il dato, infatti, si riferisce solo al traffico generato da motori di ricerca. Per questo, è una metrica fondamentale per misurare la qualità a livello SEO di contenuti e/o servizi offerti online, sia da un punto di vista algoritmico (quanto il nostro sito “piace” a Google e agli altri motori) che umano (più gli utenti cliccano sui nostri risultati, più Google tenderà a premiare tali contenuti).
I clic provenienti da sessioni organiche sono un fattore importante per il tuo posizionamento. È una metrica in grado di rivelarti la correttezza dell’ottimizzazione effettuata sui Meta Title e Description e di come le tue pagine appaiono nelle SERP. Oltre che permetterti di tenere traccia delle visite al sito ottenute unicamente dal lavoro proveniente dalla SEO.
I lead e le conversioni generate dal traffico organico sono fondamentali all’interno di una strategia di posizionamento, motivo per cui è necessario monitorarle e considerarle come una metrica importante da osservare. Basti pensare che da questo indicatore è possibile risalire al ROI della SEO, che è la metrica probabilmente più essenziale in assoluto: ovvero, il Ritorno sull’Investimento.
Le sessioni organiche da Google rappresentano il numero di visite che un sito web riceve attraverso i risultati di ricerca non a pagamento di Google. Questo tipo di sessioni si verifica quando un utente trova il sito nei risultati di ricerca di Google e vi accede senza cliccare su annunci pubblicitari a pagamento. Essendo Google il motore di ricerca più utilizzato a livello globale, monitorare queste sessioni è fondamentale per capire come il sito performa nei risultati di ricerca organica.
Le sessioni organiche da Google sono un indicatore cruciale per valutare il contributo del traffico di ricerca organica complessiva al sito. Analizzare queste sessioni permette di determinare l’efficacia della strategia SEO implementata, poiché riflette quanto bene il sito si posiziona e attira visitatori tramite ricerche non a pagamento su Google. Inoltre, comprendere l’incidenza del traffico da Google sulle sessioni organiche totali aiuta a identificare aree di miglioramento e opportunità per ottimizzare ulteriormente la visibilità del sito nei risultati di ricerca, massimizzando così l’engagement e le conversioni.
La durata della sessione media è un KPIcruciale per il posizionamento organico di un sito web. Questa metrica misura il tempo medio che gli utenti trascorrono su una pagina web durante una singola sessione. I motori di ricerca, come Google, utilizzano questa informazione per valutare la qualità e la rilevanza del contenuto della pagina. Una maggiore durata della sessione media può indicare che gli utenti trovano il contenuto utile e interessante, influenzando positivamente il ranking del sito nei risultati di ricerca organica.
Una buona durata della sessione media suggerisce che gli utenti che arrivano sulla pagina trovano il contenuto pertinente e coinvolgente. Questo non solo significa che la pagina soddisfa le aspettative degli utenti, ma indica anche che il contenuto è abbastanza interessante da mantenere l’attenzione degli utenti, inducendoli a interagire con la pagina. I motori di ricerca, come Google, monitorano attentamente questi comportamenti tramite strumenti di tracciamento come Google Analytics, Android e Chrome. Di conseguenza, le pagine che registrano una maggiore durata della sessione media tendono ad essere premiate con migliori posizionamenti nei risultati di ricerca, migliorando la visibilità e l’engagement complessivo del sito.
Il posizionamento organico indica la posizione delle keyword monitorate per un determinato sito nei risultati di ricerca di Google, valutata in termini quantitativi. Questo dato si articola in tre sottosezioni principali: numero di keyword in Top 3, numero di keyword in Top 10 e numero di keyword in Top 20. Inoltre, si suddivide in due macro-aree, ossia Desktop e Mobile, per riflettere la visibilità del sito su diversi tipi di dispositivi.
Il posizionamento organico è cruciale perché si riferisce a un insieme di keyword ritenute strategiche per il sito in questione. Queste parole chiave possono includere keyword di brand (come il nome dell’azienda o del prodotto) e keyword con un alto tasso di conversione. Monitorare la posizione di queste keyword, soprattutto se si trovano nelle prime posizioni o nella prima pagina di Google, è essenziale per valutare l’efficacia della strategia SEO adottata.
Inoltre, la distinzione tra Desktop e Mobile è fondamentale per comprendere la solidità del posizionamento del sito su diversi dispositivi. Google infatti, adatta i risultati di ricerca in base al dispositivo utilizzato, rendendo importante assicurare un buon posizionamento sia su Desktop che su Mobile per raggiungere efficacemente il pubblico target.
La visibility e la distribuzione del ranking desktop/mobile misurano rispettivamente quanto un sito è ben posizionato nei risultati di ricerca e, di conseguenza, quanto è “visto” dagli utenti, nonché la percentuale delle keyword che si trovano nelle prime posizioni. Questi due valori sono calcolati per un gruppo specifico di keyword e per diversi tipi di dispositivi.
Questi valori sono essenziali per valutare la performance del sito nelle ricerche effettuate da Desktop o Mobile per le keyword strategiche selezionate. Le due metriche offrono una panoramica immediata della presenza del sito nei risultati di ricerca su Google o altri motori di ricerca. Se le utenze Desktop e Mobile sono cruciali per la strategia online, è fondamentale monitorare attentamente questi valori.
Un calo nella visibility o nella percentuale di posizionamento del ranking può segnalare problemi SEO, tecnici o penalizzazioni (sia algoritmiche che manuali), richiedendo interventi tempestivi per mantenere e migliorare la visibilità del sito.
Con il termine Impression si intende il numero di volte che una pagina web appare nei risultati di ricerca (SERP). Questo KPI è significatrivo poiché indica l’efficacia dell’ottimizzazione dei Tag Title e delle Meta Description, elementi fondamentali per la rilevanza della pagina web rispetto alle query di ricerca degli utenti.
Le Impression devono essere valutate insieme a un altro KPI fondamentale: il CTR (Click Through Rate), che misura la percentuale di clic ottenuti rispetto alle Impression. Ad esempio, se una pagina appare 100 volte nei risultati di ricerca e riceve 30 clic, il CTR sarà del 30%.
Questa metrica è vitale per analizzare la formulazione dei Title e delle Descriptions, specialmente alla luce dei recenti aggiornamenti di Google che implementano una riscrittura automatica dei Title considerati manipolativi o poco utili.
Per evitare che Google modifichi arbitrariamente i Title, è consigliabile non allontanarsi dall’intento espresso dall’H1 presente sulla pagina e mantenere la lunghezza del titolo tra 55 e 60 caratteri. Monitorare Impression e CTR consente di comprendere meglio come migliorare la visibilità e l’attrattiva della propria pagina web nei risultati di ricerca.
Oltre agli indicatori di performance analizzati finora, non bisogna sottovalutare la tipologia di parole chiave che convogliano il traffico verso il sito web. Possiamo infatti affermare, senza timori di smentita, che un traffico poco profilato non è un traffico tanto interessante per il sito web! Come possiamo fare questo tipo di verifica?
Innanzitutto è necessario capire cosa si intende per tipologia di query. Successivamente possiamo chiederci: “tramite quali parole chiave arrivano nuovi utenti organici sul mio sito web?” Ovviamente esiste una differenza sostanziale tra parole chiave di Brand (o Navigazionali), Informative e Transazionali (o Commerciali).
Le parole chiave informative sono quelle keyword che indicano un chiaro intento informativo da parte dell’utente, il quale effettua una ricerca per ottenere maggiori informazioni su un determinato argomento. Ad esempio, questo nostro articolo risponde alla domanda: “Come scrivere un Brief SEO?“.
Queste parole chiave sono fondamentali per attirare un pubblico che cerca contenuti educativi e dettagliati, e sono essenziali per migliorare la visibilità e l’autorità di un sito web nei risultati di ricerca.
Le parole chiave transazionali sono quelle keyword utilizzate dagli utenti che indicano un intento prossimo all’acquisto o ad un’azione decisiva per un sito web, nota tecnicamente come conversione. Queste azioni possono includere una richiesta di contatto, il download di una risorsa o altre interazioni significative.
Le parole chiave transazionali sono spesso associate a termini con chiari intenti di acquisto, come “prezzi” o “costo“. Un esempio di keyword transazionale è: “Capsule Nespresso prezzo“. Queste parole chiave sono cruciali per attirare utenti pronti a compiere un’azione concreta, rendendole essenziali per strategie di marketing focalizzate sulle conversioni.
Le parole chiave di brand sono quelle keyword che includono il nome del marchio, dell’azienda o del sito web. Analizzare il traffico derivante da queste parole chiave è cruciale per diverse ragioni:
Un esempio di parola chiave di brand è: “Divano letto Ikea“. Raggiungere un alto volume di traffico su keyword legate al proprio brand è un obiettivo ambito da qualsiasi imprenditore, poiché riflette il riconoscimento e la fiducia guadagnati nel mercato.
Cosa intendiamo con il termine Focus Keywords?
Le Focus Keywords sono quelle parole chiave per le quali il tuo progetto ha una reale possibilità e ambizione di competere nel settore. Queste keyword sono cruciali perché attirano utenti che sono più propensi a convertire, influenzando in modo significativo il business aziendale, i contatti generati, i prodotti venduti e il fatturato.
Monitorare costantemente l’andamento delle Focus Keywords è fondamentale per garantire che il posizionamento del sito sia efficace e orientato verso gli obiettivi giusti. Distinguere correttamente una parola chiave generica da una focus keyword richiede spesso più delle sole percezioni o ambizioni imprenditoriali; è necessario il supporto di un’agenzia SEO per effettuare un’analisi accurata e strategica.
Il ranking delle keyword fornisce una visione dettagliata del posizionamento delle parole chiave monitorate nei primi 100 risultati di Google. Questo include non solo le performance del proprio sito, ma anche quelle di altri siti, il CPC (Costo per Click medio pagato dagli inserzionisti per un annuncio visualizzato per quella keyword) e il volume di ricerca mensile medio degli ultimi 12 mesi. Inoltre, vengono segnalate le SERP Features, ossia tutte le funzionalità e modalità di visualizzazione che vanno oltre i classici risultati organici attivate da una determinata keyword.
Se la visibility e la distribuzione del ranking offrono una panoramica generale del posizionamento delle top keyword di un progetto, il rapporto ranking keyword fornisce un’analisi più dettagliata di ciascuna di queste keyword.
Questo consente di valutare con maggiore precisione eventuali variazioni di posizione e di confrontare le proprie performance con quelle di altri domini, siano essi competitor o siti appartenenti allo stesso network. Comprendere quali keyword mostrano oscillazioni e i motivi dietro tali variazioni è fondamentale per poter adattare la propria strategia SEO o di marketing in modo efficace.
Abbiamo visto quali sono i principali indicatori di performance che non possono mancare nel tuo report e come analizzare i risultati in termini di parole chiave, vediamo ora altri indicatori di performance più tecnici che possono ancora di più arricchire e completare il tuo Report SEO:
Un altro fattore da monitorare costantemente è la velocità di caricamento delle pagine. Con una navigazione prevalentemente mobile, questo KPI è essenziale per il successo di qualsiasi progetto online. Le statistiche parlano chiaro: se una pagina non carica in meno di 3 secondi, l’utente abbandonerà la ricerca nel 70% dei casi.
Pertanto, la tempestività e la reattività sono fondamentali. Oltre alla velocità di caricamento, è importante analizzare i Core Web Vitals, gli indicatori SEO che valutano l’esperienza utente complessiva, includendo metriche come la stabilità visiva, il tempo di interattività e il tempo di caricamento del contenuto principale.
Di pari passo, anche le cosiddette posizione 0 e tutti gli altri Featured Snippets di Google (per intenderci i risultati di ricerca arricchiti da Google dove il motore di ricerca fornisce una risposta in SERP) sono una metrica di cui tenere conto.
Fare un buon lavoro in questo specifico caso e favorire la presenza di posizioni 0 (ad esempio con delle specifiche pagine di FAQ) o di rich snippets (grazie ad una corretta implementazione di dati strutturati) garantirà una grande possibilità di ottenere traffico organico estremamente profilato.
Monitorare lo stato degli errori ed eventuali problemi di Crawling del sito è una delle attività quotidiane di un’agenzia SEO, ma più in generale di chiunque abbia un sito web. Questi due aspetti, infatti, sono alla base di quella che si chiama “SEO tecnica”, ovvero tutta quella branca che si occupa di rimuovere gli ostacoli di scansione al motore di ricerca ed assecondarne le logiche, agevolando nel lavoro in modo da mostrargli con più facilità i migliori contenuti del sito. Monitorare Google Search Console (lo strumento ufficiale di Google) è senz’altro un elemento fondamentale in questo tipo di task.
Come tutti i KPI visti finora, così anche l’attività di monitoring dei link in ingresso è importante per stabilire se si sta facendo un buon lavoro, oltre che a scovare sul nascere eventuali link di basso valore o addirittura SPAM, da rimuovere.
In questa attività di monitoraggio si pone l’attenzione sul numero di link in ingresso e sulla loro provenienza cercando, per quanto possibile, di riconoscere le fonti da cui provengono i vari link, verificandone l’attendibilità.
Un’altra valutazione da fare è quella relativa alle Anchor Text, affinché siano correttamente diversificate, senza troppe ancore secche con un chiaro intento manipolativo. È bene accertarsi di ricevere ancore diverse tra loro puntando maggiormente su quelle Brand, per quanto possibile.
Anche in questo caso un utile strumento è la Google Search Console; all’interno della tendina “Link” è possibile effettuare queste valutazioni con precisione. Consigliamo anche l’uso di tool esterni come Ahresf o Majestic, due strumenti molto affidabili, per effettuare questo tipo di valutazioni.
La qualità del contenuto è essenziale per ottenere risultati eccellenti in ottica SEO. Un’analisi approfondita dei contenuti presenti sul sito web, delle parole chiave per cui si posizionano e del CTR che ottengono, fornisce una panoramica completa e utile dei punti di forza e di debolezza del sito.
Questa valutazione consente di identificare quali contenuti stanno performando bene e quali necessitano di miglioramenti, permettendo di ottimizzare la strategia di content marketing per massimizzare la visibilità e l’engagement.
Come abbiamo visto in questo articolo, sono molte e diverse tra loro le metriche da saper interpretare per essere in grado di leggere un SEO report. I KPI importanti sono, ognuno a modo proprio, tutti indispensabili per comprendere se ciò che si sta facendo porta ai risultati sperati o meno.
In conclusione, fare questo genere di analisi sui KPI è propedeutico alla crescita di qualunque progetto poiché soltanto le metriche, i numeri, hanno il potere di farci capire se stiamo remando nel verso giusto o se non sia il caso di effettuare delle modifiche alla strategia di posizionamento SEO messa in atto.
Hai bisogno di supporto con l’analisi delle tue performance SEO?
Un Report SEO è importante perché raggruppa una serie di dati da diversi strumenti, in modo conciso, chiaro e puntuale. Un documento di questo tipo permette ai digital marketer di risparmiare tempo e conoscere la situazione del proprio sito su base regolare.
Un aumento di sessioni totali può avvenire per cause differenti: è partita un’importante campagna pubblicitaria che rimanda al sito, un contenuto pubblicato sul sito è diventato virale sui social, dopo un aggiornamento di Google il ranking è aumentato in modo deciso oppure la strategia SEO applicata sta funzionando. Ci possono essere diverse cause, ma in generale una crescita delle sessioni totali è un dato positivo.
La cause più probabili possono essere molteplici: l’interruzione di una campagna di marketing che portava traffico al sito (pubblicità online o offline, campagne social o altro), la fine fisiologica di una viralità o il termine di un trend stagionale. Altre volte, invece, la causa potrebbe risiedere in problemi SEO tecnici, penalizzazioni o cali di rank su keyword ad alto traffico. Per determinare in modo preciso la causa di questa eventualità di solito occorre un’indagine più approfondita da parte di analisti esperti.
No, quelle tre metriche non sono da sommare. Le sessioni totali comprendono anche quelle organiche che, a loro volta, comprendono le sessioni organiche da Google.
Che tu ci creda o no, non esiste solo Google come motore di ricerca. Ci sono altri servizi simili e anche motori di ricerca che, in alcuni mercati, sono persino più diffusi di Google: in Russia, ad esempio, Yandex ha una corposa quota di mercato e per lungo tempo è stato il primo motore per utilizzo nel paese (dati StatCounter). Le sessioni organiche, dunque, comprendono tutto il traffico dai motori di ricerca, mentre le sessioni organiche da Google sono limitate al solo Google.
Le SERP Features indicano risultati nella SERP di Google che non sono un risultato organico tradizionale. Nel SEO Report vengono mostrate tutte quelle associate a una data keyword e quelle specifiche che si applicano ai risultati di un determinato sito. Nel dettaglio sono:
Ci sono due modalità per definire i siti da monitorare nei Ranking Keyword Desktop/Mobile. Una è scegliendoli prima di cominciare il tracciamento: nel caso di siti competitor, di solito, chi commissiona un SEO Report sa chi tenere d’occhio.
Lo stesso succede per i siti che non sono competitor ma, ad esempio, fanno parte di uno stesso network: la selezione viene fatta a priori. La seconda modalità è sfruttare le top keyword di progetto: tracciando gli altri siti con cui siamo in competizione per ogni parola chiave, è possibile evidenziare quali sono i nostri “avversari” a livello organico.
Sulla carta sì, ma tieni a mente che dovrai anche dotarti di diversi strumenti di reportistica/estrazione dati che, spesso, sono a pagamento. Una volta che li avrai a disposizioni, dovrai anche imparare a utilizzarli e a estrarre i dati che ti servono. Infine, dovrai consolidare questi dati in una forma sintetica e comprensibile a colpo d’occhio. La soluzione migliore a livello di tempo e risorse è affidarsi a un’agenzia che realizza questi report abitualmente.
Non esiste una risposta che soddisfi ogni caso d’uso. Dipende da quali sono le esigenze di chi lo commissiona. Nel caso di siti aziendali con poche modifiche, ad esempio, un SEO Report può essere programmato a livello trimestrale. Nel caso di un sito editoriale, invece, un SEO Report può anche essere settimanale o giornaliero, a seconda della grandezza del sito stesso.

Alessandro Agostini è un imprenditore e divulgatore nel Digital Marketing dal 2011. Fondatore di AvantGrade.com (agenzia specializzata nella SEO su Google & AI applicata al marketing) e di Karma Metrix (1° percorso di sostenibilità digitale scelto dai grandi brand che misura, compara e migliora l’impatto ambientale di un sito web). Autore per Hoepli di diversi testi tra cui Trovare clienti con Google ( primo Italiano sulla SEO), formatore per diverse business school e relatore TED x.